Dalle cellule staminali nuova pelle per aiutare nella cura di ustioni gravi

di Luca Bruno

Un'equipe di ricercatori francesi sostiene di aver trovato il modo di utilizzare le cellule staminali embrionali dell'uomo per creare porzioni di pelle.

laboratorio

Un’equipe di ricercatori francesi sostiene di aver trovato il modo di utilizzare le cellule staminali embrionali dell’uomo per creare porzioni di pelle che potrebbero essere utilizzate per curare coloro che sono stati colpiti da ustioni molto gravi.
Innestate nei topi, le cellule staminali si sono trasformate in pelle umana nell’arco di 12 settimane.
Secondo gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista Lancet, la nuova tecnica potrebbe in futuro risolvere i problemi di rigetto.
Sono circa 20 anni ormai che per i pazienti con gravi ustioni si utilizza una tecnica che prevede la realizzazione in laboratorio di nuova pelle formata dalla cellule del paziente, da trapiantare al posto di quella danneggiata dalle ustioni.
Il problema è che tale procedura è lenta, occorrono infatti circa tre settimane prima che il nuovo tessuto si sia formato.

Durante questo periodo la persona ustionata rimane altamente a rischio di disidratazione e di infezioni.

Fino ad oggi, per coprire il tempo necessario alla formazione della nuova pelle si utilizzava pelle di donatori, ma la disponibilità di questa è sovente molto limitata, e spesso essa viene rigettata dal sistema immunitario del paziente.

In passato sono state anche sperimentate reti artificiali di supporto alla crescita delle nuove cellule, ma anche in questo caso erano forti i rischi di rigetto e di infezione e tali supporti non sono risultati applicabili su ustioni di grandi dimensioni.

I ricercatori hanno replicato con le cellule staminali il passaggio biologico che da queste porta alla formazione del tessuto epidermico inserendo le staminali su una rete di sostegno artificiale che aiutasse a formare uno strato di pelle. Il tutto è stato poi innestato sui topi, dove in 12 settimane si è trasformato in pelle umana.

Tale tecnica per ora allo stato sperimentale porterebbe, una volta affinata, costituire una risorsa praticamente illimitata di pelle umana da utilizzare come applicazione temporanea, con scarsi rischi di rigetto e di infezione, mentre il paziente ustionato attende l’innesto definitivo di tessuto costituito dalla sua stessa pelle.

Il passo successivo dei ricercatori sarà quello di sperimentare tale tecnica sull’uomo.

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