Come si fa la diagnosi della Sindrome di Intestino Irritabile?

di Cinzia Iannaccio Commenta

Cos’è la Sindrome dell’Intestino Irritabile (SII)? E come si fa la diagnosi? Con questo termine medico si intende un insieme di sintomi caratterizzati da dolore addominale e forti sbalzi e cambiamenti nella abitudini intestinali (diarrea e/o stitichezza): è la più frequente causa di ricorso allo specialista in gastroenterologia. Il primo passo per una diagnosi infatti consiste nel rivolgersi ad un medico esperto che valuterà l’insieme dei sintomi accompagnati da una serie di test diagnostici.

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Diagnosi di Sindrome Intestino Irritabile e sintomi

Un protocollo sintomatologico è stato messo a punto per identificare se una persona soffre di questa sindrome a cui il medico specialista farà riferimento.

Dolori addominali che persistono per più mesi accompagnati associato ad almeno 2 delle seguenti situazioni:

  • il dolore è alleviato dalla defecazione
    il dolore è associato ad un aumento o diminuzione della frequenza di evacuazione
    il dolore è associato alle feci dure o troppo liquide (stitichezza o diarrea)

 

Il passo successivo sarà quello di escludere altre patologie come la malattia infiammatoria intestinale o la celiachia che possono arrecare sintomi eguali, ma anche altri campanelli d’allarme. I seguenti:

  • anemia e/o altri valori del sangue anomali
  • sangue nelle feci
  • inspiegabile perdita di peso
  • febbre
  • nuova insorgenza dei sintomi all’età di 50 anni o più
  • storia familiare di malattia infiammatoria intestinale, cancro del colon, o la malattia celiaca

In genere quando sono presenti questi sintomi, si tende ad escludere la Sindrome dell’Intestino Irritabile, favorendo l’attenzione dello specialista verso altre condizioni con altri test.

 

Indagini diagnostiche

La valutazione medica delle persone con sospetta sindrome dell’intestino irritabile (IBS) può essere molto variabile. Dipende dal tipo dei sintomi, dall’età del paziente e dall’anamnesi e dalle sue condizioni di salute generali. In genere se mancano i campanelli d’allarme sopra descritti, la sintomatologia può già bastare ad una diagnosi, tuttavia spesso si opta per sicurezza con degli approfondimenti.

Colonscopia: se si va da un gastroenterologo con sintomi di Sindrome di Intestino Irritabile, e si hanno più di 50 anni è probabile che il medico suggerisca un esame del colon, come la colonscopia, atto a fare un controllo ed uno screening per i polipi o il tumore del colon. Test che si esegue anche in persone più giovani che presentano i segnali d’allarme di cui sopra. Il prelievo di tessuti in questo contesto favorisce il più delle volte una diagnosi precisa (ad esempio distinguendo una colite microscopica da una SII, che va curata in altro modo).

Esame del sangue per la celiachia: allo stesso modo andrà valutata ed eventualmente esclusa la celiachia.

Lattosio Breath Test. Va esclusa anche un’intolleranza al lattosio anche con un semplice test del respiro, che può dare sintomi simili.

Va comunque sottolineato che se pure si ha un riscontro positivo per una patologia diversa dall’Intestino Irritabile, non è detto che tale condizione sia esclusa: possono esistere insieme. L’approccio terapeutico andrà dunque affrontato nella duplice ottica.

 

 

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Foto: Thinkstock

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