Idrocele, sintomi e cause in neonato, bambini e adulti

di Cinzia Iannaccio

Il termine medico idrocele indica un accumulo di liquido nella sacca che circonda il testicolo, e che provoca gonfiore dello scroto. L’idrocele è molto frequente nel neonato ed in genere scompare da solo entro i primi 12 mesi di vita. Scopriamone insieme cause e sintomi da non trascurare.

idrocele


Sintomi di idrocele

Di solito l’idrocele non provoca dolore e l’unico sintomo è un gonfiore ad uno o entrambe i testicoli. Uomini adulti possono provare un senso di pesantezza dovuto allo scroto gonfio. Ma è descritto più come un fastidio che altro. A volte, il gonfiore può aumentare nell’arco della giornata. L’idrocele non è pericoloso di per se stesso, ma la sua sintomatologia è simile ad altre problematiche più pericolose che vanno comunque indagate e diagnosticate. Inoltre, questo disturbo può essere associato ad un ernia inguinale, che deve essere trattata o comunque tenuta sotto controllo. E’ dunque importante rivolgersi ad un medico sempre. Lo stesso dicasi se il gonfiore dello scroto, riguarda il bambino ed il neonato.

Cause

La maggior parte degli idroceli sono presenti alla nascita (congeniti), ed i bambini che nascono prematuri hanno un rischio maggiore di averlo. Per i neonati dunque un idrocele può svilupparsi nel grembo materno. Normalmente, i testicoli scendono dalla cavità addominale del bambino in via di sviluppo nello scroto. Un sacco pieno di liquido protegge ed accompagna ogni testicolo. Nella maggior parte dei casi, con la nascita o entro un anno la sacca si chiude ed il liquido si assorbe. Quando questo non avviene si è in presenza di idrocele non comunicante (se il sacco si chiude ed il liquido non si riassorbe ).
In alcuni casi, invece se la sacca rimane aperta si parla di idrocele comunicante: il sacco può cambiare dimensioni o, se è compresso, il fluido può scorrere indietro nell’addome. Nei maschi adulti, un idrocele può svilupparsi a causa di un’infiammazione o lesioni all’interno dello scroto. L’infiammazione può essere il risultato di infezione del piccolo tubo a spirale sul retro di ogni testicolo (epididimite) o del testicolo. Da prestare attenzione anche alle infezioni, comprese quelle sessualmente trasmissibili.

 

Rischi e complicanze di idrocele

Un idrocele di solito non è pericoloso e non influenza la fertilità o la sessualità. Tuttavia, può essere associato a condizioni testicolari che possono avere gravi complicazioni come le infezioni o i tumori che possono incidere sulla produzione e funzionalità degli spermatozoi oltre che mettere a rischio di vita chi ne soffre. Un rischio diverso, ma egualmente pericoloso è quello dell’associazione dell’idrocele con l‘ernia inguinale, che può strozzarsi.

 

Diagnosi e cura dell’idrocele

Per la diagnosi dell’idrocele il medico deve fare un esame clinico che rileverà la presenza di uno scroto allargato rispetto alla norma e che tende a dilatarsi o a ridursi con una pressione sull’addome (cosa che deve far sospettare anche la presenza di un’ernia). Poiché il fluido in un idrocele di solito è chiaro e limpido , il medico può illuminare con una luce lo scroto: il testicolo si vedrà facilmente. Esami del sangue e delle urine sono necessari se si sospetta una causa infettiva. In alcuni casi può essere utile un’ecografia, anche per escludere ernia, tumore testicolare o altra causa di gonfiore scrotale.

Raramente un’idrocele richiede un trattamento. Questo avviene nei casi più gravi e consiste nell’aspirazione del liquido con un ago o con un intervento chirurgico.

Fonte: mayo clinic

Foto: Thinkstock

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