Mangiare insaccati aumenta il rischio di morte prematura

di Fabiana Commenta

Mangiare con regolarità carne lavorata aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e cancro, cause di morte prematura

Si sa che la salute passa anche e sopratutto attraverso una dieta corretta e sembra proprio che il consumo regolare di insaccati e salumi possa aumentare concretamente il rischio di morte prematura.

L’individuo che mangia con una certa regolarità salsicce, salumi e prosciutto, sarebbe maggiormente esposto al rischio di sviluppare una serie di malattie, sopratutto malattie cardiovascolari e cancro, che possono portare alla morte prematura.

Il campanello d’allarme in seguito a uno studio europeo svolto su larga scala (ha coinvolto oltre dieci Paesi) che ha interessato mezzo milione di persone di età compresa fra i 35 e i 70 anni, monitorati per 13 anni. I ricercatori hanno controllato il consumo personale di carne rossa (tra cui carne bovina, suina, equina e ovina), bianca (pollame in linea di massima) e lavorata.

Si trattava in questo caso proprio di insaccati in genere, tra cui prosciutti, salami, salsicce e pancetta. I risultati dello studio pubblicati sulla rivista BMC Medicine sono stati molto chiari mettendo in evidenza la pericolosità del consumo regolare, se non eccessivo, di insaccati e carni lavorate che mettono seriamente a rischio la nostra salute.

 

CARNE ROSSA AUMENTA IL RISCHIO DI INFARTO

Nel periodo dello studio è risultato che una persona su 17 è morta e fra queste sviluppava maggiori probabilità di morte prematura  (fino al 44%) chi mangiava circa 160 grammi al giorno di carne lavorata rispetto a chi ne riduceva sostanzialmente le quantità (circa 20 gr al giorno). Gli studiosi hanno constatato che nel corso degli anni ci sono stati 5.556 decessi per malattie cardiovascolari, 9.861 decessi per cancro e 1.068 decessi a causa di malattie respiratorie.

In base ai dati chi consumava più carne lavorata era esposto a un rischio maggiore di sviluppare malattie cardiovascolari (per il 72%) e al rischio pari all’11% di sviluppare il cancro. Gli italiani da questo punto di vista si son rivelarti però equilibrati: i dati hanno dimostrato che consumano in media 3o gr di carni trasformate in un giorno, mantenendosi al di sotto dei valori limite indicati, pari a 160 gr al giorno.

 

Foto Thinkstock

 

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