Carboidrati quale causa delle intolleranze alimentari

di Vito Verna Commenta

Questi ultimi attraverserebbero intatti l'intero sistema digerente sino ad arrestarsi a livello del colon dove comincerebbero a fermentare causando i problemi di cui sopra.

Carboidrati quale causa delle intolleranze alimentari

I sintomi di quella che, colloquialmente, saremmo soliti definire intolleranza alimentare, e che andrebbero dal meteorismo all’accentuazione dei borborigmi piuttosto che ad un diffuso nonché generico viscerale dolore intestinale, sarebbero ormai da tempo noti ai più e, proprio per questo motivo, non sarebbero in questa specifica sede degni d’attenzione.

RICONOSCERE LE INTOLLERANZE ALIMENTARI

Ciò che all’abituale lettore di Stetoscopio, forse, interesserebbe maggiormente sapere, sarebbe che, finalmente, anche i più eminenti gastroenterologi piuttosto che allergologi internazionali, dopo anni di studi, sperimentazioni, test, analisi ed approfonditissime ricerche, avrebbero cominciato, in particolare dal 2007 e grazie all’accuratissimo lavoro scientifico del Dipartimento di Gastroenterologia della Facoltà di Medicina dell’Università di Melbourne, a considerare le intolleranze alimentari quali vere e proprie patologie che, ad una specifica disamina, mostrerebbero tutte un tratto caratteristico: l’impossibilità, per il soggetto nutrizionalmente intollerante, di digerire, e dunque correttamente sintetizzare a livello di intestino tenue, i più svariati carboidrati.

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Questi ultimi, dunque, attraverserebbero intatti, senza dunque subir alcuno danno, sintesi o riduzione, l’intero sistema digerente sino ad arrestarsi a livello del colon dove, soprattutto in virtù della presenza di alcuni particolari enzimi piuttosto che batteri o numerosi altri microorganismi, comincerebbero a fermentare causando i problemi di cui sopra.

PRIMAVERA, CONSIGLI UTILI

Una soluzione definitiva al problema, oltre alla naturale nonché logica astensione dal consumo degli alimenti soggettivamente più intollerabili, non sarebbe ancora stata individuata poiché, non potendosi le intolleranze alimentari classificare quali vere e proprie allergie ne quale vera e propria celiachia, e non essendosi, dunque, ancora individuata la benché minima causa scatenante, non sarebbe stato ancora possibile elaborare una specifica terapia.

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