La solitudine peggiora la salute psicofisica negli anziani

di Vito Verna Commenta

Importantissima, poi, la distinzione che gli esperti statunitensi sarebbero riusciti ad effettuare, grazie allo studio oggi alla nostra attenzione, tra la sensazione di essere soli e la condizione di solitudine che, in nessun modo, potrebbero venir confuse.

La solitudine peggiora la salute psicofisica negli anziani

Che vivere completamente isolati non faccia assolutamente bene, giacché l’uomo, animale sociale per eccellenza, avrebbe costantemente bisogne delle cure, delle attenzioni, della protezione e della compagnia dei propri simili, è ormai cosa nota e risaputa così come, purtroppo, sarebbe ormai cosa nota e risaputa che la solitudine potrebbe causare anche gravissimi disagi e disturbi psicologici nell’individuo.

ECCESSIVE PRESCRIZIONI DI PSICOFARMACI AI BAMBINI

Chi, comunque, non dovrebbe davvero mai essere lasciato in totale solitudine, per lo meno stando a quanto dichiarato dagli esperti di Geriatria dell’Università di San Francisco, negli Stati Uniti d’America, sarebbero gli anziani poiché, molto più degli adulti, degli adolescenti e dei bambini, potrebbero soffrire delle più gravi conseguenze della su indicata, spiacevolissima, condizione.

CERVELLO IN PERENNE TENSIONE NEI MALATI DI DEPRESSIONE

Per dimostrarlo, oltre ogni ragionevole dubbio, i ricercatori della su indicata istituzione universitaria, stando a quanto riportato dalla rivista scientifica Archives of Internal Medicine, avrebbero somministrato una approfondito questionario ad un gruppo di oltre 1.600 anziani facenti parte dell’Healt and Retiremente Study, che da sempre si occuperebbe di valutare le condizioni di salute della popolazione anziana degli Stati Uniti d’America, analizzandone le risposte e classificandoli in base alla propria percezione della propria solitudine.

RISCHIO DEPRESSIONE POST-PARTUM PER GLI UOMINI DISOCCUPATI

Ebbene, stando a quanto dichiarato dalla dottoressa Carla Perissinotto, responsabile del programma di ricerca oggi alla nostra attenzione, a 6 anni di distanza dalla compilazione del questionario, ed ovviamente tenendo conto di numerosi altri fattori, quali potrebbero essere, a titolo puramente esemplificativo, quelli ambientali piuttosto che quelli direttamente correlabili al declino delle funzioni cognitive o motorie a seguito di una qualsiasi patologia fisiologica o psicologica, fattori la cui influenza, naturalmente, i ricercatori avrebbero cercato di ridurre il più possibile, i geriatri dell’Università di San Francisco sarebbero riusciti ad appurare come la sensazione della solitudine possa aumentare il tasso di mortalità addirittura del 45%.

Importantissima, poi, la distinzione che gli esperti statunitensi sarebbero riusciti ad effettuare, grazie allo studio oggi alla nostra attenzione, tra la sensazione di essere soli e la condizione di solitudine che, in nessun modo, potrebbero venir confuse.

Tra tutti gli intervistati dai medici californiani, infatti, addirittura il 60% di tutti coloro i quali avrebbero dichiarato di sentirsi soli avrebbero, contrariamente a quanto si possa essere comunemente portati a credere, avuto la fortuna di vivere ancora con il proprio partner piuttosto che con un figlio o, comunque, un parente molto stretto.

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