Sostanze psichedeliche per trattare ansia e paure dei malati di tumori

di Luca Bruno Commenta

Le sostanze psichedeliche sono vietate, ma i ricercatori sono convinti che la somministrazione potrebbe essere utile in casi particolari come nelle persone con malattie terminali, associata a psicoterapia.

psilocibina

Curare gli stati d’ansia e le paure causate da malattie gravi come i tumori con l’uso di psicoterapia ma anche di sostanze psichedeliche. E’ questo il progetto di un gruppo di ricercatori della New York University che in questi mesi hanno fatto le prime due sperimentazioni in merito.

Una ricerca che ha dei grossi limiti soprattutto dal punto di vista dell’accettazione da parte della comunità scientifica, delle istituzioni governative e persino dalle stesse case farmaceutiche (che sono restie a finanziare una ricerca su sostanze che poi non potranno produrre perchè proibite).

Il problema è che dagli anni ’60, momento di massima fama per le sostanze allucinogene, queste sono state associate al consumo come sostanze stupefacenti, ed è stata duramente combattuta la loro diffusione.

LSD, MDMA (conosciuta come “estasy”), psilocibina, per citare le più note, avrebbero secondo i ricercatori un effetto terapeutico in grado di aiutare le persone con malattie terminali o vittime di gravi stress post traumatici, a vivere il resto della loro vita serenamente e senza le paure e le ansie che il male provoca.

Una delle sostanze che vengono sperimentate dai ricercatori newyorkesi è la psilocibina, una sostanza presente in diverse specie di funghi che, secondo uno studio effettuato nel 2008, ha dei forti effetti non solo nelle 4-6 ore successive all’assunzione, ma anche per diversi mesi a venire.

La recente ricerca tenterà di verificare se la somministrazione controllata di sostanze allucinogene, associata ad interventi di psicoterapia per 9 mesi avrà una sua validità terapeutica.

Il tentativo è quello di aiutare i pazienti a vivere pienamente ed in maniera positiva e ricca il tempo che resta loro da vivere.

Ogni partecipante viene coinvolto in due esperienze di ricerca, una in cui assumeranno psilocibina ed un’altra in cui verrà loro somministrata una sostanza placebo.

Le tre persone che finora sono state sottoposte all’esperimento hanno dichiarato di sentirsi meglio: meno ansia in generale e meno paura della morte e maggior accettazione della propria condizione, senza peraltro che si siano registrati effetti collaterali di una qualche importanza.

L’equipe di ricercatori intende eseguire la ricerca su un totale di 32 pazienti prima di trarre le conclusioni su quanto osservato.

Fonte USAToday

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