Melanoma metastatico, tutte le nuove cure

di Cinzia Iannaccio

Rispetto al passato, oggi il melanoma può dirsi un tumore curabile, specie se individuato nella sua fase iniziale. Ma anche il trattamento per il melanoma avanzato (o metastatico) oggi offre numerose possibilità ed allunga la vita. Questo grazie a nuovi farmaci e a quella che viene definita “terapia mirata” che riesce a raggiungere le cellule cancerose ed attaccare solo quelle. Un altro passo importante in avanti è stato fatto anche dall’immunoterapia che stimola il sistema immunitario a combattere il cancro da dentro l’organismo. Alcuni pazienti con melanoma e metastasi sono guariti con queste nuove cure. Scopriamo insieme i particolari di alcuni farmaci e terapie approvati dalla FDA tra il 2011 ed il 2014 e che piano piano stanno arrivando anche in Italia.

 

melanoma metastasi nuove cure

Immunoterapia

  • Ipilimumab (Yervoy®)

E’ stato approvato dalla FDA (Food and Drug Administration) nel 2011: è documentata con studi scientifici una aumentata sopravvivenza pari all’11% dei pazienti con melanoma avanzato trattati con questo farmaco: coloro che hanno una risposta positiva al trattamento hanno spesso una sopravvivenza lunga. Non sono stati registrati decessi in chi ha avuto una sopravvivenza superiore a 7 anni dal primo trattamento. Ha funzionato anche nel 18% dei pazienti con melanoma avanzato con metastasi al cervello: regredite totalmente, parzialmente o comunque non progredite.
In associazione ad un farmaco che stimola il sistema immunitario inoltre, aumenta la capacità di risposta da parte del paziente e si notano meno effetti collaterali tossici rispetto al solo trattamento con Ipilimumab. E’ l’ocologo a prescrivere questo farmaco e a spiegarne le possibilità di efficacia e gli eventuali effetti collaterali che comunque possono esserci.

 

  • Interferone pegilato

 

Si usa quando il melanoma si è diffuso ai linfonodi: è uno di quei medicinali usati nell’immunoterapia e rappresenta una nuova categoria di interferone (approvata anch’essa di recente dalla FDA) con meno effetti collaterali. E’ utile inoltre in trattamenti di lunga durata (si assume in genere per almeno 5 anni). E’ capace di allungare la vita di molto in quanto sembra bloccare (almeno temporaneamente) la diffusione delle cellule cancerose.

 

Terapia mirata con farmaci per melanoma con mutazione del gene BRAF I

Il tumore inizia a svilupparsi in seguito ad alterazioni di alcuni nostri geni, non tutti identificati. Per il melanoma si sa che alcuni pazienti hanno una mutazione di un particolare gene, il BRAF I (o BRAF), identificabile con una biopasia. Alcuni farmaci sono in grado di funzionare in presenza di questa alterazione, bloccando in modo temporaneo il percorso specifico che il melanoma usa per crescere (terapia mirata). Sono i seguenti:

  • Vemurafenib (Zelboraf®) approvato nel 2011
  • Dabrafenib (Tafinlar®) approvato nel 2013
  • Trametinib (Mekinist®) approvato nel 2013
  • Dabrafenib + trametinib, ha approvato 2014

Questi farmaci possono ridurre il tumore, rallentarne la progressione e l’eventuale ulteriore diffusione. Gli studi clinici, hanno evidenziato nei pazienti le seguenti percentuali di risposta:

 

  • Dabrafenib: 54% ha una risposta positiva (riduzione del tumore o regressione totale) che perdura per circa 6 mesi, prima che il melanoma riprenda probabilmente a progredire.
  • Trametinib: quando un paziente ha una risposta positiva, questa dura circa 5 mesi
  • Dabrafenib + trametinib: il 76% dei pazienti ha una risposta positiva, che dura circa 9,4 mesi.
  • Vemurafenib: più di metà dei pazienti hanno avuto una risposta positiva, che è durato circa 6,7 mesi, e il 6% dei pazienti ha raggiunto una risposta completa (nessun segno di melanoma recidivo).

 

Purtroppo come si evince da questi dati, tali farmaci sono efficaci, ma tendono a smettere di funzionare in un breve arco di tempo. Quando il farmaco smette di funzionare, il melanoma può progredire. A quel punto, altre opzioni di trattamento possono essere considerate.
Si tratta in tutti i casi di pillole prescrivibili da un oncologo: hanno effetti collaterali a livello cutaneo per cui il follow up oncologico va affiancato con quello annuale da un dermatologo.
I pazienti che assumono vemurafenib in particolare devono proteggere la pelle dal sole, perché il medicinale la rende particolarmente sensibile ai raggi solari.

 

Quando queste cure non funzionano

Nel 2014, la FDA ha approvato due farmaci che possono essere presi in considerazione quando le terapie sopra descritte non hanno avuto efficacia o hanno smesso di funzionare : nivolumab (Opdivo®) e pembrolizumab (Keytruda®) . Data la gravità dei possibili effetti collaterali, sono stati approvati solo laddove altre terapie non hanno funzionato.

 

 

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Fonte:
American Academy of Dermatology

Foto: Thinkstock

 

 

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