Genetica la propensione al gioco d’azzardo, per entrambi i sessi

di Luca Bruno

La genetica ha un ruolo anche nello sviluppo di patologie legate al gioco d'azzardo, in egual misura in uomini e donne.

azzardo

La genetica gioca un ruolo importante nell’attitudine al gioco d’azzardo, ed in egual misura per entrambi i sessi.
Lo rivela una recente ricerca condotta in Australia su 2.900 coppie di gemelli, di età compresa tra i 32 ed i 43 anni.
Ricerche precedenti avevano già dimostrato come il gioco d’azzardo, inteso come attività patologica, si verifica con più facilità nei gruppi famigliari in cui già un parente è affetto dal vizio del gioco: l’8% delle persone con problemi di gioco aveva infatti in famiglia un altro parente con una storia altrettanto problematica in merito, rispetto al 2% riscontrato invece tra i parenti di persone non affette dal vizio.

Nel nuovo studio i ricercatori hanno verificato che quasi tutti i partecipanti avevano almeno una volta giocato d’azzardo, circa la metà almeno una volta al mese mentre un terzo circa un a volta alla settimana.

Nel 2,2% dei casi il gioco d’azzardo rispondeva a criteri che indicavano una forma patologica (nel 3,4% degli uomini e nel 1,2% delle donne), mentre in almeno il 12,5% dei casi se non si poteva parlare di vera e propria patologia sussistevano comunque uno o più sintomi indicanti una predisposizione al patologico (nel 18,2% degli uomini e nel 8,2% delle donne).

I ricercatori della University of Missouri-Columbia, che hanno condotto la ricerca, hanno stimato che l’influenza genetica sul gioco patologico è da considerarsi intorno al 50%, mentre non hanno riscontrato alcuna influenza ambientale nella propensione al gioco compulsiva.

I ricercatori hanno anche rilevato come le differenze di genere non influiscono sulla propensione al gioco.

In definitiva, mentre devono ancora essere identificate a fondo le basi genetiche che inducono al gioco d’azzardo patologico, i ricercatori ritengono questo studio interessante perchè, per la prima volta viene evidenziato come la genetica rivesta un ruolo importante nello sviluppo delle patologie legate al gioco d’azzardo, più di quanto facciano determinate condizioni ambientali, e che tale fenomeno è riscontrabile, in egual misura, sia negli uomini che nelle donne.

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