Varicella bambini: sintomi, contagio, rischi e vaccino

di Cinzia Iannaccio

La varicella è una delle malattie esantematiche tipiche dell’infanzia: colpisce essenzialmente i bambini tra i 5 ed i 10 anni. E’ dovuta al virus Varicella Zoster (VZV-Herpes virus) ed è molto contagiosa. Quali i primi sintomi e come avviene il contagio?

bambino con varicella

Contagio ed incubazione della varicella nei bambini

Il contagio del virus della varicella avviene essenzialmente per via aerea, ovvero respirando il virus diffuso nell’aria da un colpo di tosse o uno starnuto di un bimbo infetto (cosa che in una scuola avviene con una semplicità estrema) oppure attraverso il contatto diretto con l’esantema. L’incubazione è 13-17 giorni in media. Quanto tempo si è contagiosi? Una decina di giorni a cavallo della comparsa dell’esantema: circa 5 giorni prima e 5 dopo.

I sintomi della varicella

Non ci sono sintomi premonitori della varicella così come del morbillo: il primo segno è la comparsa dell’eruzione cutanea (macule-papule), con febbre non troppo alta ed un senso di malessere diffuso, ma raramente pesante. Le macchioline sono piccole e rosa all’inizio, da subito pruriginose compaiono prima sul tronco, poi sul viso e sulle braccia e sulle gambe. Prima poche, per poi diventare sempre più intense e compatte. Nel frattempo le prime bollicine diventano vescicole con siero e poi vere e proprie pustole, per poi cominciare a guarire evolvendo in crosticine. In una settimana dieci giorni al massimo tutto passa, anche se le croste possono rimanere più a lungo (meglio non toccarle). Nell’adolescente e nell’adulto può durare leggermente più a lungo ed essere più complicata.

Complicanze della varicella

Il rischio maggiore è quello delle sovrinfezioni da batteri (se il bambino si gratta ed infetta la lesione). Molto più rare trombocitopenia, artriti, polmoniti, epatiti, meningoencefaliti ed in generale riguardano maggiormente (come dicevamo) adolescenti ed adulti, oltre che ovviamente bambini affetti da disturbi del sistema immunitario. La varicella è pericolosa infine per il feto se contratta da una donna in gravidanza, oltre che per la gestante stessa.

In una certa percentuale infine (10-20%) , anche dopo molti anni, il virus della varicella evolve in Herpes Zoster, ma non va considerato come una complicanza bensì come una riattivazione del virus che comunque rimane sedato nell’organismo.

La cura per la varicella nel bambino

Di solito trattandosi di un virus e ad esito benigno nel bambino la cura è sintomatica: antipiretico per la febbre e talco mentolato per il prurito a cui si può aggiungere un antistaminico per bocca. Assolutamente va evitata l’aspirina (acido acetilsalicilico) in quanto la sua somministrazione potrebbe aumentare il rischio di sindrome di Reye. In alcuni casi il pediatra può prescrivere l’aciclovir (antivirale), utile però solo se preso ai primissimi sintomi, a bloccare l’evoluzione del virus.

Vaccino e prevenzione

Il vaccino contro la varicella esiste ed è gratuito: prevede la somministrazione di due dosi a distanza di un mese tra gli 11 ed i 18 anni, anche se a quell’età la maggior parte degli individui ha già contratto la malattia. Per motivi di salute pubblica e data l’alta contagiosità del virus il bambino è consigliato l’isolamento in casa almeno per i primi 5 giorni dalla comparsa dell’esantema.

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Foto: Thinkstock

Commenti (1)

  1. Thanks for shnirag. What a pleasure to read!

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