Anca a scatto nei bambini, neonato o adolescente

di Cinzia Iannaccio

La sindrome dell’anca a scatto si può manifestare anche nei bambini, ma in genere non comporta problemi ulteriori, rischi o dolore. Si tratta di una condizione in cui si sente un vero e proprio scatto (anche con rumore) ad un semplice movimento dell’articolzione dell’anca, come quando ad esempio ci si siede o ci si alza, ma anche quando si cammina o corre. Di solito si parla di anca a scatto interna quando il disturbo origina internamente al giunto o esterna (al contrario). Spesso migliora con il riposo. Ma vediamo nel dettaglio.

 

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Anca a scatto nei bambini, cause

Questa sindrome si accompagna ad un amento dell’attività fisica o ad una crescita accelerata, come nei bambini. Anche se può riguardare i neonati e la prima infanzia, è comunque più comune negli adolescenti, e per di più di genere femminile (è solitamente la conformazione del bacino delle ragazze a favorire questa predisposizione), specie se fanno attività sportiva o danza (non a caso si parla anche di “anca del ballerino”. La causa più frequente risiede nel muscolo/tessuto del legamento esterno al fianco che si incrocia sulla struttura ossea cui poggia il grande trocantere. Poiché il tessuto molle si muove su questa parte della gamba (femore), talvolta si può avere una sensazione di “aggancio” o scatto. In rari casi subentrano però problemi, che invece sono più evidenti quando lo scatto è interno all’articolazione (meno comune): si può avere dolore e debolezza con conseguente difficoltà a portare a termine movimenti semplici e men che meno quelli atletici. Gli sportivi anche adulti sono più spesso colpiti da tale anomalia a causa della maggiore forza muscolare e dei legamenti, che può provocare un ispessimento dei tessuti.

 

I sintomi

Il sintomo principale è una sensazione una sensazione di strappo, di aggancio, il rumore, di una rottura, di uno scatto al movimento dell’anca. Non sempre accompagnato da dolore.

 

Come si fa la diagnosi?

Il medico con una visita clinica, grazie ad alcune manovre (facendo muovere cioè  con delicatezza l’articolazione dell’anca) favorirà lo “scatto” in modo da identificarne la presenza e l’origine. In caso dubbio (per la presenza di una frattura ossea o altre anormalità) potrebbe prescrivere una RX o in casi sospetti particolari anche una risonanza magnetica, specie laddove il dubbio risieda nella struttura della cartilagine.

 

Come si cura l’anca a scatto nei bambini?

Se il bambino non lamenta dolore o debolezza, non è necessaria alcuna cura. In caso contrario il riposo dell’articolazione e l’utilizzo di alcuni farmaci da banco come l’ibuprofene possono sicuramente essere utili (gli antinfiammatori solo per un breve periodo, nella fase acuta: se il sintomo non passa in pochi gg di terapia è il caso di rivolgersi ad un medico specialista in ortopedia pediatrica per le valutazioni del caso). Spesso specie per quei ragazzi che fanno attività sportia, ma più in genereale per tutti, è utile praticare con regolarità esercizi di stretching che aiutano ad ottenere una migliore mobilità dei muscoli e dei tessuti molli e quindi a ridurre il disagio o a prevenire.

Rarissimi i casi in cui è necessaria la chirurgia e solo se la complicazione è grave come quando si ha un problema alla cartilagine e altri rimedi non hanno funzionato.

 

Prognosi nel bambino?

Solitamente questa è una condizione benigna senza complicazioni a lungo termine. La maggior parte dei bambini può continuare la propria attività senza restrizioni. Lo stretching e la consapevolezza della causa di quel “Click” offrirà a bambini e ragazzi la posibilità di convivere con questo disagio senza ulteriori preoccupazioni. Quando la causa è dovuta ad una rapida crescita è probabile che la sindrome si risolvi da sola.

 

 

 

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Fonte: Rocky Mountain Pediatric Orthopedics

Foto: Thinkstock

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