Rifiuti tecnologici, un problema ambientale in crescita

di Luca Bruno

Un problema che nel prossimo futuro rappresenterà una grande sfida per il mondo moderno, il riciclaggio ed il trattamento dei rifiuti costituiti da dispositivi elettrici ed elettronici.

e-waste

ScienceDaily riporta in un lungo articolo un dibattito attualmente al centro delle preoccupazioni delle autorità sanitarie ed ambientali mondiali, un problema che nel prossimo futuro rappresenterà una grande sfida per il mondo moderno: il riciclaggio ed il trattamento dei rifiuti costituiti da dispositivi elettrici ed elettronici, come computer, televisioni, frigoriferi e telefonini.

La preoccupazione sorge dal fatto che le stime odierne sostengono che nei prossimi 20 anni nei paesi in via di sviluppo, in particolare India e Cina, ma anche Sud America ed Africa, la quantità di rifiuti tecnologici subirà un aumento vertiginoso, pari al 200-400% in Sud Africa e Cina e quasi del 500% in India per quanto riguarda i vecchi computer, mentre sarà, in Cina, di sette volte superiore la quantità di rifiuti costituiti da telefoni cellulari (in India sarà 18 volte superiore).

Per i televisori si stima un aumento della produzione di rifiuti di almeno 1,5-2 volte superiore, sia in Cina che in India, ed analogo raddoppio anche per altri dispositivi elettrici ad alto potenziale inquinante, come i frigoriferi.

Il problema non è solo però costituito dall’aumento dei rifiuti tecnologici, ma anche dal fatto che in molti di questi paesi i rifiuti vengono trattati ancora con metodologie antiquate, come per esempio il fuoco, con un grosso aumento dei fattori di inquinamento ambientale.

Anche le tante attività di recupero dei materiali preziosi contenuti nei dispositivi elettronici vengono ancora oggi praticate in maniera artigianale ed improvvisata, costituendo in questo modo non solo un problema di inquinamento ambientale ma anche un grande spreco di risorse.

Il report realizzato dalla UNEP, l’organismo delle Nazioni Unite che si occupa dei programmi per il miglioramento delle condizioni ambientali, si è concentrato sulla produzione di rifiuti tecnologici ed ha preso in considerazione in particolare quanto accade in 11 tra i maggiori paesi emergenti.

Si scopre così che in alcuni di essi, come la Cina, il sistema di riciclaggio informale è ormai una realtà talmente sviluppata da costituire un grosso handicap per la realizzazione di un sistema virtuoso ed industrializzato, che non solo permette il trattamento dei rifiuti con un sistema più compatibile per l’ambiente ma anche il maggior recupero dei materiali nobili e preziosi presenti nei rifiuti tecnologici.

In altri paesi invece, come Brasile, Kenya, Messico ed anche India, le attività informali di riciclaggio sono ancora poco sviluppate, e ciò potrebbe essere un ottimo vantaggio per istituire da subito, in previsione della crescita esponenziale dei rifiuti tecnologici, un sistema di riciclaggio ottimizzato ed ecocompatibile.

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