Soia e tumori al seno, quale associazione?

di Luca Bruno Commenta

Uno studio recente sembra offrire una nuova prospettiva riguardo all'associazione tra il consumo di soia ed i tumori al seno.

soia

In passato le ricerche hanno dato esiti controversi riguardo alla questione se la soia sia nociva per lo sviluppo dei tumori al seno oppure contribuisca a ridurre i fattori di rischio. Ciò perchè la soia contiene isoflavoni, un composto chimico simile agli estrogeni, che in passato sembrava aiutare la crescita e lo sviluppo delle cellule tumorali, almeno in studi effettuati sigli animali.
Questo ha fatto si che molte donne affette da tumore al seno hanno avuto, nei confronti degli alimenti a base di soia un atteggiamento di diffidenza e di preoccupazione.


Uno studio recente, pubblicato su Journal of the American Medical Association e condotto dalla Vanderbilt University e realizzato con i dati forniti da un corposo studio condotto in Cina, il Shanghai Breast Cancer Survival Study, sembra offrire una nuova prospettiva al riguardo, ribadendo come la soia in realtà sembra avere effetti benefici nella sopravvivenza al tumore al seno.

5,042 donne cinesi di età compresa tra 20-75 cui era stato diagnosticato un tumore al seno tra il marzo del 2002 e l’aprile del 2006 sono state coinvolte nello studio.

Il gruppo di ricercatori ha esaminato i dati sulla progressione del tumore dopo sei mesi dalla prima diagnosi, e poi di nuovo nei 18, 36 e 60 mesi successivi. La ricerca ha inoltre raccolto dati riguardanti il trattamento terapeutico ricevuto, lo stile di vita ed anche la dieta alimentare.

Secondo i ricercatori la risposta fornita dai dati è stata lineare: più alto è stato il consumo di soia, minore è stata la mortalità, nel caso in cui si considerava una media di 11 grammi di proteine di soia assunte al giorno, corrispondente a circa un quarto di tazza di tofu.

Lo studio ha rilevato che il gruppo di donne con il più alto consumo di prodotti a base di soia avevano un rischio di decesso inferiore del 29 per cento ed una percentuale del 32% di subire una recidiva, se messe a confronto al gruppo di donne che avevano un consumo di soia inferiore ai 5,3 grammi al giorno.

Dunque il risultato dello studio offre un nuovo argomento a favore dei sostenitori del consumo di soia. Ma la questione rimane controversa, e probabilmente in futuro saranno necessari ulteriori studi per riuscire a saperne di più in merito.

Un aspetto da tenere in considerazione riguardo a questo studio è che la ricerca è stata effettuata su donne cinesi, il che potrebbe anche significare che per altre donne di altri paesi i dati potrebbero essere differenti.

Un altro aspetto importante da tenere in considerazione è che la soia ormai è parte integrante di moltissimi cibi di produzione industriale, e che, anche volendo evitare di consumarla, riuscire a districarsi tra i cibi che contengono soia potrebbe anche risultare molto difficile.

Fonte HealthNews

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