L’OMS non pubblicherà più le tabelle con il numero dei casi di influenza suina

di Luca Bruno Commenta

L'OMS ha deciso che non produrrà più le tabelle che mostrano il numero di casi confermati nei vari paesi, che all'ultima pubblicazione del 6 luglio dava queste cifre: 94,512 casi e 429 morti.

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L’agenzia Reuters riporta che giovedì scorso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che la pandemia influenzale H1N1 è stata la più veloce di sempre nel diffondersi, tanto che ora si ritiene inutile tentare di contarne i casi.
L’agenzia delle Nazioni Unite, che aveva dichiarato la nuova influenza come pandemica l’11 giugno scorso, ha rivisto quelle che erano le linee guida seguite fino ad oggi, invitando le autorità sanitarie nazionali a segnalare solamente più i casi gravi ed i decessi causati dal virus, o particolari variazioni dei modelli clinici nuovi o inusuali, ma evitare sprechi di risorse nel tentativo di enumerare il numero di casi.

L’odierna epidemia si è diffusa con una velocità senza precedenti: in passato le pandemie si sviluppavano nell’arco di 6 mesi, mentre la nuova forma influenzale si è diffusa con analoghi numeri in circa sei settimane, ed è diventato quasi impossibile per autorità sanitarie e laboratori di tenere il conto dei singoli casi per capire come si diffonde il virus.

Piuttosto, sempre secondo l’organizzazione, è importante monitorare i picchi di assenteismo nelle scuole e nei posti di lavoro, l’aumento del ricorso al pronto soccorso, e eventuali variazioni rispetto all’andamento classico del contagio e dei sintomi.

Per questo motivo l’OMS ha deciso che non produrrà più le tabelle che mostrano il numero di casi confermati nei vari paesi, che all’ultima pubblicazione del 6 luglio dava queste cifre: 94,512 casi e 429 morti.

Emetterà invece regolari aggiornamenti sulla situazione nei paesi colpiti di recente, i quali sono invitati a segnalare il primo caso confermato, i dati sullo sviluppo settimanale dell’influenza ed i dettagli epidemiologici.

Per tutti i paesi resta in vigore la raccolta settimanale di campioni del virus per verificarne l’effettiva appartenenza all’influenza pandemica e per monitorare la possibilità di nuovi sviluppi del male, in modo da intensificare la ricerca sui vaccini e valutarne l’efficacia.

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