Digiunare per proteggere il cervello

di Vito Verna 1

La degenerazione cerebrale dovuta alle malattie senili potrebbe venir curata grazie a periodi di digiuno controllato.

Nel corso dell’annuale meeting dell’AAAS (American Association for the Advancement Sciences o, in italiano, Associazione Americana per l’Avanzamento delle Scienze), in corso di svolgimento a Vancouver, ridente cittadina della provincia canadese della Columbia Britannica, sarebbe stato rivelato il segreto per una migliore sopravvivenza nel caso in sia sia sofferenti di una qualsiasi malattia degenerativa del sistema nervoso centrale piuttosto che di una demenza degenerativa invalidante ad esordio prevalentemente senile quale il Morbo di Alzheimer o la Malattia di Parkinson.

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Stando a quanto dichiarato dagli esperti del NIA (National Institute on Aging o, in italiano, Istituto Nazionale per l’Invecchiamento) di Baltimora, uno dei più rinomati centri di ricerca sull’invecchiamento di tutti gli Stati Uniti d’America se non dell’intero pianeta, un programma alimentare che preveda ricorrenti periodi di totale astensione da qualsiasi alimento, ovverosia di completo e assoluto digiuno, potrebbe ritardare, se non addirittura prevenire, l’insorgenza di ognuna della succitate patologie.

L’idea di base, già verificata sui modelli murini nel corso delle precedenti sperimentazioni sull’argomento, sarebbe quella di considerare i neuroni, ovverosia le cellule cerebrali, quali qualsiasi altro tipo di cellule.

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Sottoponendoli dunque, grazie ai succitati periodo di digiuno, ad una sorta di stress biochimico controllato (paragonabile a quello che subirebbero, per esempio, le cellule muscolari nel caso in cui venissero sottoposte ad un’intensa attività fisica) se ne ridurrebbero proliferazione e crescita e, di conseguenza, si contribuirebbe alla protezione del cervello impedendogli di produrre e moltiplicare, incontrollabilmente, cellule malate o danneggiate che ne comprometterebbero le funzioni basilari.

Commenti (1)

  1. bene molto interessante

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