Cura farmacologica per lesioni al midollo spinale?

di Luca Bruno 2

Recentemente scoperto una caratteristica delle lesioni al midollo spinale potenzialmente utile per sviluppare cure farmacologiche.

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Scienziati e ricercatori della Harvard Medical School di Boston hanno recentemente scoperto una caratteristica delle lesioni al midollo spinale che potrebbe in futuro essere di aiuto a sviluppare cure farmacologiche. Si tratta, come ammettono gli stessi autori dello studio, pubblicato da poco sulla rivista Science, di un passo avanti molto importante ma nello stesso tempo ancora piccolo nella conoscenza di ciò che avviene nel midollo spinale quando, a causa di un trauma, si interrompono le connessioni nervose, con la conseguente paralisi degli arti e delle funzioni vitali nelle aree del corpo controllate dal sistema nervoso al di sotto della lesione.

E’ una scoperta che gli scienziati di tutto il mondo inseguivano da decenni, ed è questa la prima volta che un gruppo di ricercatori riesce nel tentativo di individuare in parte il meccanismo che blocca la comunicazione nervosa nel midollo spinale.

Nelle cellule del tessuto cicatriziale del midollo spinale, nato in seguito alla lesione, i ricercatori hanno evidenziato il sito in cui determinate molecole, condroitin solfato proteoglicani, si legano alla superficie dei neuroni.

Queste molecole sono da tempo note per il fatto che inibiscono la rigenerazione delle fibre nervose ed impediscono dunque a queste di superare la zona danneggiata ed instaurare nuove connessioni.

Una volta identificato il sito dove agisce questa molecola, il passaggio successivo è quello di studiare quali molecole o sostanze chimiche possano impedire a queste di inibire il meccanismo rigenerativo delle cellule nervose.

La scoperta suggerisce che in futuro si potrebbe riuscire a trattare le lesioni del sistema nervoso grazie ad un prodotto farmaceutico, anche se, ammettono gli stessi ricercatori, la molecola identificata non è l’unica ad essere di ostacolo alla rigenerazione e ci vorranno ancora altri studi e ricerche per approntare un rimedio farmacologico che possa davvero risultare efficace.

Fonte HealthDay

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