Anestetici contribuiscono all’effetto serra

di Luca Bruno Commenta

Anche gli anestetici utilizzati in chirurgia contribuiscono ad alimentare l'effetto serra sul pianeta. Uno studio ha valutato quanto.

anestesia

Gli anestetici somministrati per via inalatoria, utilizzati in chirurgia contribuiscono anch’essi al cambiamento climatico globale.
E’ quanto hanno verificato ricercatori norvegesi e statunitensi, provenienti rispettivamente dall’Università di Oslo e dall’Università di California.
Secondo quanto rilevato dallo studio, pubblicato di recente sulla rivista medica Anesthesia & Analgesia, l’uso di questi anestetici in un ospedale molto attivo è pari alle emissioni di circa 1000-1200 auto ogni anno, a seconda del tipo di composto chimico utilizzato utilizzato.

Sono tre i principali anestetici per via inalatoria utilizzati in chirurgia – sevoflurano, isoflurano e desflurane. Già si sapeva che essi influenzano l’effetto serra sul pianeta, ma fino ad oggi nessuno aveva ancora pensato a valutarne in termini scientifici l’impatto, visto e considerato che essi sono utilizzati in medicina, e che quindi il loro uso è ritenuto indispensabile.

Questi anestetici non subiscono alcuna trasformazione nel corpo dei pazienti, e quindi il paziente che li inala restituirà all’atmosfera la stessa quantità di gas inalato. Questo viene poi solitamente disperso nell’ambiente, e rimangono quindi nell’atmosfera alla pari di altre sostanze gassose.

Il desflurane resta nell’atmosfera per almeno 10 anni, un tempo molto più lungo degli altri anestetici: l’isofluorano infatti dura nell’aria circa 3,6 anni mentre il sevofluorano scompare dopo circa 1,2 anni.

Per avere un termine di paragone lo studio rivela che l’utilizzo di desflurane per un’ora equivale alle emissioni ottenute con 235-470 km di guida.

L’impatto ambientale degli anestetici, concludono i ricercatori, potrebbe essere minore riducendo l’utilizzo di ossido di azoto, a meno che non vi siano indispensabili ragioni mediche per utilizzarlo, soprattutto nel caso del desflurane, ed anche sviluppando nuovi metodi per recuperare i gas emessi nell’ambiente piuttosto che lasciare che essi si liberino nell’atmosfera.

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