Una dieta permanente allunga la vita

di Luca Bruno Commenta

Una dieta permanente costituita da un ridotto apporto calorico allunga la vita, e preserva dalle più diffuse malattie contemporanee come le malattie cardiache, il diabete ed i tumori.

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Una dieta permanente costituita da un ridotto apporto calorico allunga la vita, e preserva dalle più diffuse malattie contemporanee come le malattie cardiache, il diabete ed i tumori.
La prova che una dieta ipocalorica avesse questo effetto era già stato verificato in diverse sperimentazioni su animali, ma lo studio pubblicato sulla rivista Science fornisce ulteriori dati di certezza perchè riporta una ricerca condotta su un gruppo di scimmie, gli animali più vicini all’uomo.

La ricerca è consistita nel monitoraggio di un gruppo di 76 scimmie adulte nel Wisconsin National Primate Research Center a partire dal 1989. Una metà degli animali è stata nutrita con il mangime normalmente in uso nel laboratorio, mentre l’altra metà è stata nutrita con lo stesso mangime ma ridotto del 30% a cui sono stati aggiunti vitamine e minerali. Il tutto per la durata di 20 anni.

Nel corso dello studio, le scimmie nutrite normalmente sono risultate tre volte più a rischio di quelle in dieta: quattordici morti nel gruppo di controllo erano imputabili a malattie connesse con l’età, rispetto a cinque morti tra gli animali sottoposti alla dieta ipocalorica.

Il tasso di malattie cardiovascolari e di crescita di tessuti cellulari pre-cancerosi sono risultati due volte più elevati nel gruppo di controllo rispetto al gruppo sottoposto alla dieta.

I ricercatori hanno inoltre osservato che, se nel gruppo di controllo 5 scimmie sono diventate diabetiche ed 11 sono state valutate avere una condizione pre-diabetica, nel gruppo di scimmie in dieta tutte sono risultate prive del segnali tipici del diabete.

Un esame dei tessuti cerebrali ha rivelato un atrofia significativamente inferiore della materia grigia nelle scimmie che mangiavano meno. Ed a livello fisico sono risultate anche meno rugose e flaccide.

In definitiva le scimmie in dieta, secondo i ricercatori, sono risultate essere biologicamente più giovani di quelle nutrite normalmente.

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