Dimostrata la correlazione tra qualità del sonno ed insorgenza del diabete

di Vito Verna Commenta

Chi dormirebbe male potrebbe arrivare a sviluppare, a causa di un difetto genetico, il diabete mellito di tipo 2.

Che dormire, e soprattutto dormire bene, fosse di fondamentale e decisiva importanza per la qualità della nostra vita quotidiana, giacché la sua funzione calmante e rigeneratrice contribuirebbe a far si che l’organismo mantenga sempre un adeguato stato di salute, lo si era sempre saputo.

Che, invece, i disturbi del sonno potessero essere indicativi di pregressi problemi fisiologici, in particolare endocrini, lo si era sino ad oggi solamente sospettato.

INDIVIDUATO IL GENE CHE REGOLA IL SONNO

I ricercatori del prestigioso Imperial College di Londra, come stamane dichiarato dal settimanale scientifico Nature Genetics, avrebbero infatti voluto dimostrare, riuscendoci perfettamente, come la maggior incidenza di patologie cardiocircolatorie e metaboliche fra i lavoratori notturni non fosse una coincidenza bensì un fatto scientificamente provabile.

USO E FUNZIONAMENTO DELLA MELATONINA

Ebbene, in seguito ad un test della durata di ben tre anni, nel corso dei quali il sonno di alcuni volontari sarebbe stato disturbato, questa correlazione sarebbe stata inconfutabilmente dimostrata.

Si sarebbe riusciti infatti a scoprire, grazie ai risultati del succitato esperimento, come la mancanza di sonno possa venir imputata ad un malfunzionamento della melatonina e, in particolare, del gene MT2 responsabile, come poi successivamente appurato, non solamente del controllo del sonno, bensì anche del controllo del rilascio dell’insulina e degli zuccheri nel sangue che, nel corso del tempo, aumenterebbero sino a provocare il diabete mellito di tipo 2.

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