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Negli anziani la pelle è meno protetta dal sistema immunitario

 
Luca Bruno
30 agosto 2009
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mani

Dato che la media della popolazione vive più a lungo, in occidente, le ricerche mediche e scientifiche sulle problematiche legate all’invecchiamento si fanno sempre più numerose e tentano di andare ad esplorare tutti gli aspetti che accompagnano questo fenomeno. Un esempio è la ricerca condotta da un gruppo di ricercatori britannici sull’invecchiamento ella pelle, e sulle sue capacità di difendersi dall’insorgere di malattie.
Lo studio, pubblicato su Journal of Experimental Medicine ha voluto approfondire i meccanismi di difesa immunitaria nella pelle dell’anziano, tentando di verificare ciò che si credeva in passato, ovvero che il sistema immunitario ed in particolare quelle cellule chiamate T cells, fosse difettoso nell’anziano.

Si è invece scoperto le cellule non sono affatto difettose, ma è la pelle che non riesce più ad attrarre a se le cellule del sistema immunitario in caso di necessità.

Per provare ciò i ricercatori hanno condotto un esperimento su due gruppi di volontari, uno di età media di 40 anni ed uno di 70, iniettando nella pelle un antigene che avrebbe provocato una reazione del sistema immunitario.

Come c’era da aspettarsi le reazioni del sistema immunitario erano più efficaci nel gruppo più giovane, ma, ad una seconda analisi, i medici hanno verificato che nelle T cells degli anziani non c’era niente di difettoso.

Era semplicemente la pelle che non era in grado di attrarre a se le cellule per utilizzarle come difesa: la pelle cioè non emetteva i giusti segnali per dirigere nel luogo dovuto le cellule del sistema immunitario.

Sperimentando in provetta tale fenomeno, con porzioni di pelle, i ricercatori hanno notato che se opportunamente stimolata la pelle reagisce efficacemente ed è in grado di attrarre le T cells nel modo dovuto.

Ciò significa che il problema non è irreversibile, e che con terapie adeguate si può ottenere un migliore intervento del sistema immunitario.

Tale risultato ha due conseguenze sostanziali, la prima prettamente terapeutica che può essere utile per prevenire mali come i tumori alla pelle, la seconda, più teorica ma dalle conseguenze altrettanto interessanti è che se tale meccanismo avviene per la pelle è possibile che esso si manifesti in maniera analoga anche su altri organi, il che aprirebbe molte strade alla ricerca per la prevenzione di molte malattie.

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