Veleno delle api per curare il mal di schiena

di Fabiana Commenta

Il veleno d’api sarebbe utile nella cura e del trattamento contro la lombalgia cronica e l’artrite. Al via lo studio

Quante virtù nel veleno delle api.

Sembra che oltre ad essere un efficace botox naturale che non comporta rischi per la pelle e regala un aspetto più giovane, è già utilizzato con successo in altri tipi di trattamenti e adesso rappresenterebbe anche un nuovo, efficace rimedio per curare il mal di schiena.

 

A sostenerlo sono diversi studi, tra cui uno dell’Università di Exeter secondo cui il veleno delle api è efficace nell’alleviare i dolori articolari grazie alla presenza di particolari sostanze e un altro della University of North Carolina che ha riscontrato l’efficacia del veleno delle api per poter curare i dolori alle gambe e alla schiena.

Prossimo obiettivo è capire se il veleno d’api possa essere la soluzione indicata anche per curare la lombalgia cronica, il mal di schiena cronicizzato che si presenta anche quando e infiammazioni sono passate. Secondo il Daily Mail lo decreterà studio condotto presso l’Ospedale Universitario di Gangdong, in Corea.

Dei 100 pazienti affetti da lombalgia cronica tutti riceveranno un trattamento di sei sedute distribuite nell’arco di tre settimane: le iniezioni saranno praticate nei punti di agopuntura collocati nella parte bassa della schiena. I gruppi però saranno curati diversamente: il primo sarà curato con iniezioni con una formulazione di veleno d’api disidratato e successivamente trasformato in gel, il secondo gruppo sarò invece curato con una serie d’iniezioni a base fisiologica.

MAL DI SCHIENA

 

A quel punto solo i risultati potranno confermare se il veleno di api sia davvero efficace anche per contrastare il dolore da lombalgia cronica. 

In effetti esistono molte prove, anche se si tratta solo di aneddoti, secondo cui il veleno delle api sarebbe un valido aiuto per trattare e ridurre i dolori dell’artrite infiammatoria e la storia conferma che si tratta di una terapia molto antica utilizzata anche da personaggi come Carlo Magno e Ivan il Terribile. Il concreto fondamento di carattere scientifico potrà arrivare solo con un i risultati del nuovo studio in corso. 

 

Foto Thinkstock

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