Spostamenti e trasferimenti influiscono sul benessere psicologico dei bambini?

di Luca Bruno Commenta

Spostamenti e trasferimenti frequenti da bambini possono influenzare lo stato di sapute psicologica una volta adulti. Un fenomeno al centro di molte ricerche attuali.

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Una ricerca di recente apparsa sulla rivista Journal of Personality and Social Psychology suggerisce che i perenni spostamenti del nucleo famigliare possono influire sul grado di felicità e benessere del bambino una volta adulto.
Una condizione particolarmente comune nell’occidente industrializzato, e soprattutto negli Stati Uniti, dove la dislocazione ed i trasferimenti da un paese ad un altro sono molto comuni.
Psicologi, sociologi ed epidemiologi hanno da tempo riconosciuto che i bambini che si spostano spesso tendono ad avere prestazioni peggiori a scuola e hanno più problemi comportamentali rispetto a quelli che crescono sempre nello stesso luogo.

I ricercatori della University of Virginia ritengono che il loro studio abbia individuato tracce di questo sottile danno nell’età adulta.

Coloro che si trasferiscono spesso, secondo quanto rilevato dalla ricerca, tendono a riferire una minore qualità nelle relazioni sociali: più si è esposti a cambiamenti di luogo e viaggi da bambini, insomma, e più si registrerebbero livelli minori di benessere e soddisfazione una volta adulti.

I ricercatori però evidenziano come tale fenomeno sembra essere maggiormente frequente soprattutto per le persone dotate di una particolare tipo di personalità: gli introversi ed i nevrotici sembrano essere coloro che sono influenzati più negativamente dallo spostamento continuo, mentre le persone estroverse sembrano patire di meno le conseguenze.

Secondo alcuni esperti tuttavia lo studio ha alcune lacune da evidenziare: per il professor Frederic J. Medway, psicologo presso l’Università della Carolina del Sud che studia scientificamente gli effetti dello spostamento sui nuclei famigliari, molto dipende dalle ragioni dei trasferimenti.

Per esempio i figli dei militari patiscono di meno tale fenomeno perchè si trovano spesso a condividere con altri coetanei la condizione, ed in generale trasferimenti e viaggi sono maggiormente strutturati ed organizzati.

In altri casi l’effetto negativo può essere invece più evidente, come per esempio nei casi di trasferimento per lavoro, che per esempio possono influenzare negativamente il coniuge, e di conseguenza andare ad influire sul benessere del nucleo famigliare e quindi del bambino.

Secondo quanto rilevato dalla ricerca trasferirsi è molto più difficile nell’età della pubertà, mentre per i bambini più giovani, o per i ragazzi più adulti la sofferenza è minore.

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