Lavarsi le mani per prevenire le malattie

di Redazione

Un compito dato per scontato nel mondo Occidentale, dove la disponibilità di acqua corrente e sapone è all'ordine del giorno, ma non certo eseguibile quotidianamente nei Paesi in via di sviluppo che, come certamente saprete, soffrirebbero costantemente, sia dal punto di vista della disponibilità di acqua corrente che di sapone, di gravissime e strutturali mancanze.

Lavarsi le mani per prevenire le malattie

 

Si celebra oggi, lunedì 15 ottobre 2012, in tutto il mondo la quinta edizione dell’Handwashing Day, evento internazionale ormai da ben 5 anni promosso dall’organizzazione senza scopo di lucro Public-Private Partnership for Handwashing with Soap che, come forse saprete, sin dal 2001 si batterebbe affinché, in tutti i Paesi in via di sviluppo, sia data a tutta quanta l’intera popolazione, ed in particolar modo ai bambini, la possibilità di lavarsi le mani costantemente e frequentemente.

PREVENIRE L’INFLUENZA STAGIONALE

Scopo dell’iniziativa quello di bloccare sul nascere le più differenti epidemie di tifo, colora e dissenteria, così come di alcune particolari patologie dell’apparato respiratorio, che sarebbero tutte malattie tranquillamente controllabili e facilmente gestibili nel caso in cui, nella comunità a rischio, si osservino le più corrette, e comuni, indicazioni per la propria ed altrui igiene.

PREVENIRE LA SINUSITE

Un compito dato per scontato nel mondo Occidentale, dove la disponibilità di acqua corrente e sapone è all’ordine del giorno, ma non certo eseguibile quotidianamente nei Paesi in via di sviluppo che, come certamente saprete, soffrirebbero costantemente, sia dal punto di vista della disponibilità di acqua corrente che di sapone, di gravissime e strutturali mancanze.

INFLUENZA 2013

In particolar modo, semplicemente lavandosi le mani dopo aver usato il bagno o aver cambiato un pannolino ad un bambino, sarebbe in realtà possibile sin da subito, e senza alcuna necessità di adottare alcuna altra precauzione, ridurre l’incidenza della diarrea, tra i bambini di età inferiore ai 5 anni, del 50% e delle infezioni respiratorie, sempre considerando i bambini di età inferiore ai 5 anni, del 25%.

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