Lo stress sul lavoro: come combatterlo

di Elena Botta

Oggi uno studio dimostra che più del11% degli italiani soffre di stress lavorativo e presenta disturbi psicologici legati al proprio ambiente di lavoro

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Già abbiamo parlato del mobbing sul lavoro e dell’ansia che provoca nella persona che ne è vittima e di come le donne in carriera siano più a rischio di problemi cardiaci rispetto agli uomini.
Oggi uno studio dimostra che più del11% degli italiani soffre di stress lavorativo e presenta disturbi psicologici legati al proprio ambiente di lavoro.
La diretta conseguenza a questo è uno scarso rendimento sul lavoro, sia per una diminuzione delle capacità produttive che per i giorni di lavoro persi.
Lo stress viene percepito da chi ne soffre come una causa di un fattore ambientale ma in realtà è molto soggettivo, in quanto non è l’ambiente circostante ad influenzare le persone, bensì il modo in cui lo si percepisce.



E’ fondamentale avere un controllo personale molto forte per riuscire a gestire lo stress, in quanto più si è determinati e si ha un approcio distaccato, e meno si è colpiti da frustrazione e sofferenza.
L’importante è proprio il modo di percepire gli eventi senza farsi influenzare da essi, ma essere in grado di dominarli, trasformando un accadimento negativo, un comportamento scontroso di qualche collega in carburante per un proprio automiglioramento.
Anche perchè non riuscire a controllare lo stress vuol dire incappare in problemi di salute che a lungo andare provocano patologie serie e difficili da curare.
Il primo campanello d’allarme è dato dalla cefalea continua che poi, come una reazione a catena, innesca problemi digestivi, insonnia, riduzione delle difese immunitarie e un senso generico di spossatezza perenne, fino poi a sfociare in patologie molto più gravi a carico dell’apparato cardiovascolare e del sistema nervoso centrale.
E’ fondamentale quindi ridurre immediatamente la fonte di stress o cercare un approcio al problema che sia costruttivo e positvo, con la certezza che tutto si può risolvere o, comunque riuscire ad accettare ciò che non può essere cambiato,
per non portarsi anche i propri problemi lavorativi a casa, che possono così incidere su una crisi della coppia e via dicendo.
Bisogna imparare a pensare positivo e cercare sempre la maniera per sfruttare a proprio vantaggio ciò che crea disagio o sofferenza prima di dover ricorrere a farmaci.

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