Utilità dello screening per il tumore al seno

di Luca Bruno Commenta

L'eccesso di diagnosi e gli interventi chirurgici inutili rimangono in proporzione bassa rispetto ai benefici dello screening.

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Lo screening dei tumori al seno fa più bene che male secondo un recente studio realizzato tra Regno Unito e Svezia su un campione di 80.000 donne.
Una ricerca resa necessaria dal recente dibattito sulle possibili conseguenze di uno screening massiccio della popolazione che da un lato è un ottimo fattore di prevenzione, dall’altro può provocare, secondo alcuni esperti, un eccesso di diagnosi di tumore anche non invasivo o pericoloso, che può creare da un lato ansia eccessiva nelle donne sottoposte alla mammografia, e dall’altra interventi chirurgici talvolta non necessari.

Eppure, secondo i dati forniti dalla ricerca, l’eccesso di diagnosi e gli interventi chirurgici inutili rimangono in proporzione così bassa rispetto ai benefici dello screening che, secondo i ricercatori dell’Istituto Wolfson di Medicina Preventiva di Barts e della London School of Medicine and Dentistry, questo è ancora da considerare lo strumento di prevenzione migliore contro il tumore al seno.

La ricerca, su donne che hanno raggiunto i 50 anni di età, ha esaminato i dati raccolti in Svezia ed in Inghilterra prima e dopo l’introduzione dello screening come strumento di prevenzione.

Lo studio stima che su 1000 donne la mammografia ne salva circa 5,7 dalla morte, mentre 2,7 sono le donne cui vengono diagnosticati noduli al seno, che non per forza sono forme aggressive di tumore sulle quali dover intervenire.

Gli autori dello studio, apparso sulla rivista medica Journal of Medical Screening, sostengono che i benefici dello screening mammografico sono evidenti.

Il numero di donne salvate dallo screening risulta essere doppio rispetto al numero di donne cui viene diagnosticato un nodulo innocuo che potrebbe portare ad interventi non necessari.

Un eventuale eccesso di trattamenti ed interventi chirurgici dunque secondo gli scienziati sarebbe giustificato dal numero di vite che lo screening riesce a salvare.

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