
Le tipologie di tumore al seno sono essenzialmente due, i tumori invasivi, che cioè si diffondono oltre il punto da cui si formano e quelli non invasivi che invece restano stabili nel luogo in cui si sono formati, ma che, se non curati, possono a loro volta diffondersi.
Le parti del seno colpite dalle forme tumorali sono i lobuli (carcinoma lobulare), le ghiandole presenti nel seno che si occupano della produzione del latte ed i dotti galattiferi (carcinoma duttale), la cui funzione è quella di far giungere il latte al capezzolo.
Tra i fattori di rischio principali troviamo l’età, perchè il tumore colpisce soprattutto le donne sopra i 50 anni, la produzione eccessiva di ormoni, l’obesità, il fumo ed anche la trasmissione ereditaria.
Cisti e fibroadenomi non necessariamente invece sono collegati ad un aumento del rischio.
Il tumore al seno non da sintomi evidenti della sua presenza, solo in percentuali scarsissime infatti nelle donne che accusano un dolore al seno è stato riscontrato un tumore, per questo motivo è particolarmente importante la prevenzione, che si attua con controlli periodici dello stato di salute del seno. Un campanello d’allarme è però riscontrabile nella presenza di noduli, agglomerati di cellule che possono sia sentirsi al tatto sia vedersi nel caso siano particolarmente grossi ed in superficie.
Altri indizi che possono rivelare la presenza di forme tumorali sono perdite di liquido da uno dei due seni, l’alterazione del capezzolo e della forma generale del seno nonché un cambiamento nell’aspetto della pelle.
Nelle donne sopra i 40 anni è opportuno sottoporsi ad una mammografia almeno una volta all’anno, soprattutto se nella storia famigliare si sono avuti precedenti casi di tumore, mentre nelle donne più giovani è opportuna un’ecografia alla ricerca di eventuali formazioni di noduli.






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