Smettere di fumare e probabilità di sopravvivenza con tumore diagnosticato precocemente

di Luca Bruno Commenta

Smettere di fumare dopo la diagnosi di tumore del polmone, se questo è in fase iniziale, può raddoppiare le probabilità che il paziente via ancora almeno cinque anni.

fumatore

Smettere di fumare dopo la diagnosi di tumore al polmone, se questo è in fase iniziale, può raddoppiare le probabilità che il paziente viva ancora almeno cinque anni.
Secondo Norman Edelman, responsabile medico dell’associazione statunitense American Lung Association, i dati sono molto interessanti e significativi. E del tutto inaspettati nella loro ampiezza.

I tumori al polmone scoperti in fase iniziale possono avere un tasso di guarigione compreso tra il 50 ed il 60%, il problema è che non oltre il 20% delle volte questo viene diagnosticato allo stadio precoce.

In generale, secondo un editoriale che accompagna l’articolo comparso su BMJ, attualmente meno di un terzo dei pazienti sono ancora in vita ad un anno dalla diagnosi.

Il modo migliore per prevenire il cancro del polmone è quello di non fumare o di smettere se si è fumatori: chi smette di fumare ha una probabilità decisamente inferiore di aver diagnosticato un tumore ai polmoni nell’arco dei successivi 5 anni.

Fino ad oggi però non era chiaro se coloro ai quali era diagnosticato il tumore ai polmoni avessero un beneficio evidente dallo smettere di fumare dopo la diagnosi.

E’ in questa direzione che si è orientato lo studio, realizzato dai ricercatori del Centre for Tobacco Control Studies presso il College of Medicine and Dentistry dell’Università di Birmingham che voluto valutare i dati provenienti da dieci precedenti studi osservazionali.

Grazie all’accorpamanto ed all’analisi comparativa dei dati forniti dalle ricerche esaminate i ricercatori hanno rilevato che smettere di fumare è associabile con circa il doppio di possibilità di sopravvivenza.

Solo il 29-33% dei pazienti con uno stadio di tumore nelle fasi iniziali è sopravvissuto per cinque anni continuando a fumare, mentre il 63-70% dei pazienti cha hanno smesso sono sopravvissuti così a lungo.

La sopravvivenza sembrava originare dal basso rischio di recidive, piuttosto che da un miglioramento funzionale di cuore e polmoni.

Tutti i pazienti osservati, e che si trovavano nella fase iniziale del male, sono stati trattati con interventi chirurgici, chemioterapia e radioterapia, perciò gli autori sottolineano come i dati siano validi solo per questo particolare tipo di pazienti, e che i vantaggi di smettere di fumare per i pazienti in fase avanzata di tumore non possono essere rilevati dalla loro ricerca.

E, dato che gli studi su cui è stata eseguita la ricerca erano di carattere osservazionale, non è ancora certo se smettere di fumare possa contribuire effettivamente al calo dei decessi.

In ogni caso, secondo i ricercatori, la spinta a smettere di fumare dovrebbe essere uno dei capisaldi del trattamento dei tumori al polmone.

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