Smettere di fumare allunga la vita delle donne

di Vito Verna Commenta

Annullare i più negativi effetti dovuti al consumo delle sigarette e vivere come se non si avesse mai fumato, almeno per le donne, sarebbe dunque realmente e concretamente possibile.

Smettere di fumare allunga la vita delle donne

Se si fuma con costanza e regolarità l’unica cosa importante è smettere.

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Non importa, infatti, quando o come si smetta, purché, ovviamente, ci si decida a farlo in modo completo e definitivo, poiché la salute ne guadagnerebbe moltissimo, comunque, in ogni caso analizzato.

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Tutto questo, se è vero per chiunque (sarebbe vero, a titolo puramente esemplificativo, anche per le persone anziane che, smettendo di fumare, sarebbero in grado di vivere una vecchiaia decisamente più sana e più serena rispetto a coloro i quali non smetterebbero affatto), è però particolarmente vero per tutte le donne che, riuscendo a smettere ben prima dei 30 anni, godrebbero di uno stato di salute pressoché equivalente a quello delle coetanee che non avrebbero mai fumato.

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Annullare i più negativi effetti dovuti al consumo delle sigarette e vivere come se non si avesse mai fumato, almeno per le donne, sarebbe dunque realmente e concretamente possibile.

Non sarebbe dunque vero, per lo meno in questo particolare caso, che chiunque fumi debba necessariamente morire a causa delle più nefaste conseguenze del fumo in quanto tale.

Sarebbe però necessario, ovviamente, rendersi conto il prima possibile dei rischi che si starebbero correndo, smettere di fumare nel minor tempo possibile ed adottare comportamenti, anche e soprattutto alimentari, estremamente benefici e salutari senza scordarsi, naturalmente, di fare molta attività fisica ogni giorno.

A dimostrare quanto poc’anzi affermato i ricercatori inglesi della prestigiosa Università di Oxford che, tra il 1996 ed il 2001, avrebbero reclutato quasi 1.300.000 donne inglesi, tutte nate tra il 1938 ed il 1960, delle quali avrebbero fatto parte fumatrici (il 20% del campione analizzato), ex – fumatrici (il 28% del campione analizzato) e non fumatrici (il 52% del campione analizzato).

Tutte, durante gli anni della sperimentazione scientifica oggi alla nostra attenzione, sarebbero state accuratamente esaminate e, successivamente, catalogate sulla base dell’abitudine al fumo, delle sigarette consumate quotidianamente, degli anni trascorsi dall’accensione della prima sigaretta e dal consumo dell’ultima sigaretta, delle patologie preesistenti, delle malattie ereditarie o genetiche, dello stato di salute al momento della raccolta dei dati, dell’età, dell’abitudine a consumare alimenti salutari e a fare attività fisica.

Codesti parametri sarebbero poi stati accuratamente riesaminati a tre e otto anni di distanza dalla conclusione dello studio vero e proprio.

Ebbene, come dichiarato dagli esperti della rivista scientifica The Lancet che, in questi giorni, avrebbe avuto l’opportunità di pubblicare i risultati della sperimentazione condotta ad Oxford, smettere di fumare prima dei trentanni equivarrebbe ad eliminare qualsiasi rischio legato al fumo e a vivere quanto i propri coetanei, smettere di fumare intorno ai trentanni equivarrebbe, in media, a perdere un mese della propria vita e smettere di fumare prima dei 40 anni equivarrebbe a morire 12 mesi prima dei propri coetanei.

Non smettere di fumare o, ancora, smettere di fumare ben dopo i 40 anni, invece, avrebbe le più catastrofiche conseguenze giacché chiunque ricadrebbe in codesta categoria potrebbe morire con ben 11 anni di anticipo rispetto ai propri coetanei.

Photo Credits | Getty Images

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