Processo Eternit e mesotelioma

di Elena Botta Commenta

Parlando del mesotelioma, è doveroso parlare del Processo Eternit e delle testimoninaze dei parenti delle vittime poichè è una strage silenziosa che sta mietendo vittime in Italia, ormai da molti anni.

casale

Parlando del mesotelioma, è doveroso parlare del Processo Eternit e delle testimoninaze dei parenti delle vittime poichè è una strage silenziosa che sta mietendo vittime in Italia, ormai da molti anni.
Nel 1901 viene depositato il brevetto dell’amalgama composta di amianto e cemento che prende il nome di Eternit che deriva dal latino aeternitas, eternità.
L’inventore fu l’austriaco Ludwick Hatschek e nel 1902 Alois Steinmann acquista la licenza che dall’anno successivo inizia ad essere prodotta su scala industriale.
L’Eternit diventa così diffussisimo e dal 1911 la produzione viene incrementata in maniera esponenziale soprattutto nell’impiego edile.
Negli anni Sessanta però si viene a scoprire che provoca molte malattie come l’asbestosi e il mesotelioma dovute all’inalazione delle fibbre che lo compongono.



Nonostante fosse noto che le fibbre di amianto provocassero il cancro, a Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino) e Broni (Pavia) l’Eternit continua a produrre fino al 1986 mantenendo gli operai in uno stato di tolale ignoranza circa i danni che queste fibbre provocano.
In particolar modo a Casale Monferrato i morti ed i contaminati saranno migliaia poiche la fabbrica disperdeva nell’aria tramite potenti areatori le polveri in tutta la città, facendo ammalare anche chi non lavorava all’interno della fabbrica.
Si racconta infatti che molte persone residenti in Via Roma ( la via principale della cittadina) fossero state colpite da mesotelioma a causa di una corrente d’aria che si incanalava nella via, spargendo le polveri tossiche (è importante sottolineare che la fabbrica si trovava molto più in là rispetto il centro).
Oggi finalmente l’azienda è fallita presso il tribunale di Genova ed il comune di Casale sta spendendo milioni di euro per bonificare la zona.
I morti in questa zona sono stati più di 1600 dagli anni ’60 ad oggi ed i responsabili non sono stati ancora perseguiti ; il processo istituito da Raffaele Guariniello è iniziato nel 2009 presso il tribunale di Torino, contro i due principali indiziati, ma sta andando molto a rilento e vi è il concreto rischio che cada in prescrizione.
E’ importante che le vittime abbiano giustizia ed un risarcimento, anche se non colmerà la perdita dei propri cari e che il processo vada avanti nella speranza che molte persone vengano a conoscenza di questo scandalo che ancora si trascina e miete le sue vittime.

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