OMS: fumo passivo, una sfida ancora da vincere

di Luca Bruno Commenta

Nella seconda relazione generale sul tabacco, l'Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che il 95% della popolazione mondiale non è protetto dalle leggi contro il fumo.

sigaretta

Nella seconda relazione generale sul tabacco, l’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che il 95% della popolazione mondiale non è protetto dalle leggi contro il fumo.
L’agenzia internazionale afferma che ancora oggi il fumo passivo è responsabile di almeno 600.000 morti all’anno, ed ha anche riconfermato che il tabacco è ancora la prima causa di morte che si potrebbe evitare grazie alla prevenzione, con cifre superiori ai 5 milioni di vittime l’anno.

Dal punto di vista della prevenzione l’OMS riporta che altri sette nuovi paesi, Colombia, Gibuti, Guatemala, Mauritius, Panama, Turchia e Zambia, hanno attualmente introdotto leggi sul divieto di fumo nei locali pubblici, facendo salire a 17 il numero delle nazioni che hanno adottato leggi in questo senso, di modo che, nel 2008, altri 154 milioni di persone risultano essere protette da leggi anti-tabacco.

Ciò tuttavia significa, secondo il rapporto dell’OMS, che solo il 5,4% della popolazione mondiale risulta essere in qualche modo protetto.

Percentuali che dovrebbero crescere molto più rapidamente tuttavia se non si vuol giungere alle proiezioni infauste che prevedono, nel 2030, un aumento delle vittime del fumo e del tabacco che potrebbero raggiungere quota 8 milioni.

L’agenzia internazionale ha dunque sollecitato i governi delle 170 nazioni firmatarie della convenzione quadro dell’OMS sul controllo del tabacco nel 2005 ad adottare misure urgenti, sia per proteggere i non fumatori, sia, in generale per svolgere una più incisiva opera di prevenzione all’uso del tabacco e fornire un aiuto concreto ed efficace per chi vuole smettere.

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