Mastectomia bilaterale preventiva, pro e contro dei medici

di Fabiana Commenta

Angelina Jolie si è sottoposta a un intervento di mastectomia bilaterale preventiva: i medici si dividono sulla sua scelta

angelina jolieIeri la star del cinema Angelina Jolie ha dichiarato pubblicamente di essersi sottoposta a un intervento di mastectomia bilaterale preventiva per ridurre il rischio di formazione di cancro al seno.

L’attrice ha dichiarato di aver preso una decisione non facile, ma che l’intervento ha ridotto dall’87% al 5% le possibilità di sviluppare un cancro al seno nel futuro.

La decisione dell’attrice (presa anche dopo la morte della madre, a 56 anni proprio per un cancro al seno), ha però diviso i medici.

La matstectomia preventiva è un passo obbligatorio per le donne a rischio ereditario?

I medici si dividono in merito.

Egidio Riggio, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica e microchirurgia presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano (in una dichiarazione all’Ansa) è in qualche modo contrario a un intervento del genere che non deve rappresentare una scelta obbligata: in alternativa è possibile effettuare uno stretto monitoraggio strumentale degli organi a rischio, ma che deve durare tutta la vita.

Un intervento del genere rappresenta il punto di arrivo di una serie di indagini, non solo della storia familiare (una stretta parentela con donne malate di carcinoma al seno), ma anche di test genetici ed ematici. 

Secondo lo specialista poi, in Italia le donne con un alto rischio genetico di cancro al seno rappresentano una minima parte della popolazione (solo 1 su 200) e in caso di intervento del genere va valutato anche l’impatto psicologico, di certo non indifferente, di passo del genere.

 

Di altro avviso è Laura Papi, genetista del dipartimento Scienze biomediche sperimentali e cliniche dell’Università di Firenze, secondo cui la mastectomia bilaterale preventiva scelta da Angelina Jolie, nelle donne che presentano mutazione genetica (del gene Brca1) è un intervento quasi dovuto.

 

Inoltre, la mutazione del gene Brca1 può causare non solo il carcinoma al seno (in una probabilità pari all’80%), ma anche un tumore all’ovaio (con un rischio del 40%): entrambi possono essere molto aggressivi anche se diagnosticati in tempo e di piccole dimensioni. 

 

Quindi oltre alla mastectomia dovrebbero essere asportate le ovaie, che in genere resta l’intervento prescelto visto l’enorme impatto psicologico della mastectomia. 

In ogni caso il rischio non si azzera del tutto anche se scende notevolmente (dal 10 al 5%).

 

 

 

Photo Credits | Getty Images

 

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