Il tumore al cervello per abuso del cellulare può essere una malattia professionale

di Vito Verna Commenta

In questi giorni, e precisamente in data venerdì 12 ottobre 2012, la Corte di Cassazione, rigettando il ricorso nel frattempo presentato dall'INAIL, avrebbe confermato la validità delle tesi sostenute dai giudici della Corte d'Appello che, si legge nella sentenza depositata dalla Suprema Corte: "hanno citato la letteratura scientifica giusta e hanno fatto bene a riconoscere che una causa dell'invalidità del manager sia proprio l'utilizzo del telefono".

Il tumore al cervello per abuso del cellulare può essere una malattia professionale

Checché ne dicano i ricercatori, e per quanto ancora lontana sia, dal punto di vista prettamente medico e scientifico, la definitiva dimostrazione della certa ed inconfutabile correlazione tra utilizzo intensivo del cellulare e sviluppo di una qualsiasi patologia tumorale direttamente afferente il cervello, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, ovverosia il più importante organo di giustizia italiano, non avrebbe a tal proposito alcun dubbio e, grazie ad una sentenza, passata in giudicato, sicuramente destinata a far molto discutere e a far molto rumore avrebbe decretato che un qualsiasi tumore al cervello, causato dall’abuso del cellulare per scopi prettamente lavorativi, è a tutti gli effetti da considerarsi quale una vera e propria malattia professionale.

WI-FI E DANNI SEMINALI

Il caso clinico oggi alla nostra attenzione, come certamente saprete, riguarderebbe l’ex manager Innocente Marcolini, già dirigente del settore commerciale di un’importante multinazionale, che qualche tempo fa (ovverosia nel 2009), in seguito alla diagnosi di tumore benigno al trigemino (patologia che, pur risolta, lo costringerebbe a convivere, quotidianamente, con un dolore molto intenso e profondo a causa del permanente ed irrimediabile danno al nervo trigemino), avrebbe chiesto la pensione di invalidità all’INAIL che prontamente, a causa dell’evidente impossibilità di evidenziare un qualsiasi possibile legame tra la patologia dell’uomo ed il suo intenso utilizzo del cellulare, l’avrebbe rifiutata.

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In quegli stessi anni, sentendosi giustamente truffato, l’uomo presentava ricorso presso la Corte d’Appello di Brescia che, contrariamente alle aspettative, dava ragione a Innocente Marcolini confermando quanto già sospettato: causa dell’invalidità del manager sarebbe potuta tranquillamente essere l’eccessivo uso del cellulare per scopi prettamente professionali.

INCHIESTA DI REPORT SUI CELLULARI

In questi giorni, e precisamente in data venerdì 12 ottobre 2012, la Corte di Cassazione, rigettando il ricorso nel frattempo presentato dall’INAIL, avrebbe confermato la validità delle tesi sostenute dai giudici della Corte d’Appello che, si legge nella sentenza depositata dalla Suprema Corte: “hanno citato la letteratura scientifica giusta e hanno fatto bene a riconoscere che una causa dell’invalidità del manager sia proprio l’utilizzo del telefono”.

Photo Credits | Getty Images

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