Vomito dei neonati

di Vito Verna Commenta

il vomito dei neonati: imparare a riconoscerlo per non farsi prendere dall'ansia e agire prontamente in caso di bisogno.

Un disturbo piuttosto comune a tutti i lattanti, ovverosia a quei neonati ancora alimentati al seno o con latte artificiale, è quello del vomito che, nella maggior parte dei casi, non è altro che rigurgito di latte non ancora ingerito.

In questi casi, i più comuni e diffusi, non vi è alcun motivo d’allarmismo e la causa di un simile comportamento è da ricercarsi, solitamente, in un’eccessiva voracità del neonato che, assumendo più cibo di quanto il suo piccolo stomaco possa contenerne, se ne libera rigurgitandolo.


Queste manifestazioni, come abbiamo accennato, sono piuttosto frequenti e possono continuare, in piccolissime quantità, per tutta la durata tra un pasto e l’altro letteralmente sconvolgendo il neonato.

Il piccolo, infatti, dopo aver rigurgitato, potrebbe mostrarsi irrequieto, suscettibile, ansioso. Nemmeno in questo caso, però, vi è da agitarsi o correre ai ripari. Il pianto del neonato, in questo caso, non manifesta una sensazione di malessere bensì soltanto di disagio per l’esperienza, improvvisa ed inaspettata, che il suo corpicino, non abituato, ha dovuto sopportare.

In tutti i casi in cui, riassumendo, il vomito si presenti in modestissime quantità,magari sotto forma di latte non ingerito, con pochissima frequenza e senz’alcun altro apparente tipo di disturbo (che il piccolo manifesterebbe con un pianto “inconsolabile”) allora non bisogna ricorrere alla consulenza di uno specialista.

CAUSE PIÙ COMUNI PER IL VOMITO

La visita del pediatra, invece, si rende necessaria, obbligatoria e tempestiva nel caso in cui si manifestino altri sintomi, indicatori di patologie nascoste o non ancora individuate quali:

– rallentamento o arresto della crescita ponderale

– vomito a getto (sinonimo di una qualche forma di ostruzione a carico del sistema digerente quali ipertrofia muscolare, volvolo, invaginazione dell’intestino)

– diarrea (presente nel caso di una qualche forma di infezione intestinale e che può causare disidratazione)

– stipsi (sintomo che manifesta, così come il vomito a getto, una qualche forma di ostruzione)

– presenza di sangue (sebbene una piccola quantità non sia motivo di preoccupazione. Se il bimbo, infatti, viene allattato al seno, è più che probabile che, tramite le ragadi, assuma anche una piccola quantità di sangue che ritroveremo sia nelle feci che nel vomito)

– trauma cranico

febbre (aumenta la disidratazione ed è sintomo di una patologia più grave)

– dermatite atopica (manifestazione di una qualche forma di intolleranza alimentare. Vedasi al proposito: Sintomi intolleranza lattosio).

Nell’analisi della sintomatologia correlata al vomito, però, bisognerebbe prestare la massima attenzione e, in caso di dubbio (anche minimo), rivolgersi al pediatra o al pronto soccorso.

Giusto per fare un esempio: un neonato alimentato artificialmente potrebbe manifestare sia stipsi che vomito senza che questi siano il sintomo di una patologia vera e propria.

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