Vino rosso e noci per migliorare e preservare la memoria

di Vito Verna Commenta

La dieta anti-età dovrebbe basarsi sul consumo di un'insalata condita con poco olio extravergine di oliva, un bicchiere scarso di vino rosso, due o tre gherigli di noce e un buon caffè.

Vino rosso e noci per migliorare e preservare la memoria

Siamo sicuro che tutti, nel caso in cui venisse scoperto un regime alimentare utile a migliorare nonché preservare la memoria dalla fisiologica degenerazione dovuta all’avanzare dell’età piuttosto che dalla patologica decadenza dovuta alle malattie tipicamente senili quali l’Alzheimer ed il Parkinson, lo applicherebbero seduta stante, così da evitarsi qualsiasi disagio in futuro.

NUOVA FORMA DEL MORBO DI PARKINSON

Ebbene, stando a quanto riportato in mattinata dai medici della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), un team di ricercatori spagnoli lo avrebbe individuato nella dieta mediterranea e, in particolare, in alcuni dei più comuni alimenti di codesta miracolosa alimentazione.

IL SONNO MIGLIORA DIVENTANDO ANZIANI

La dieta anti-età, utile a vivere più a lungo ma, soprattutto, a vivere decisamente meglio, assicurano dalla Spagna, dovrebbe basarsi sul consumo, quotidiano e costante, di un’insalata condita con poco olio extravergine di oliva, un bicchiere scarso di vino rosso, due o tre gherigli di noce e un buon caffè.

DIGIUNARE PER PROTEGGERE IL CERVELLO

I polifenoli contenuti, in particolare, nel vino rosso e nelle noci, come confermato dai redattori della rivista scientifica di settore Journal Alzheimer Deseases (che avrebbe avuto il compito di pubblicare il succitato studio, dell’Università di Barcellona, condotto su oltre 400 persone di età compresa tra i 55 e gli 80 anni), avrebbero la capacità di ridurre il rischio di deficit cognitivo derivante dal morbo di Alzheimer contemporaneamente migliorando memoria e capacità cerebrali.

Grazie a questa utile e piacevolissima strategia preventiva, dichiarano ancora dalla SIGG, l’Italia potrebbe riuscire a risparmiare moltissimi dei 30 miliardi di euro che, ogni anno, spenderebbe a favore dei malati di Alzheimer sia per le cure prettamente mediche che, più in generale, per l’assistenza sociale.

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