Sintomi malattia del reflusso gastroesofageo

di Luca Bruno 2

Il reflusso gastroesofageo occorre quando gli acidi ed i succhi gastrici presenti nello stomaco refluiscono verso l'esofago, il condotto dal quale il cibo passa dalla gola allo stomaco.

bruciore

Il reflusso gastroesofageo occorre quando gli acidi ed i succhi gastrici presenti nello stomaco rifluiscono verso l’esofago, il condotto dal quale il cibo passa dalla gola allo stomaco.
Tale reflusso provoca quello che comunemente viene chiamato “bruciore di stomaco
SE ciò accade spesso, almeno nella frequenza di più di due volte a settimana, ciò può essere il segnale di un disturbo denominato Malattia da reflusso gastroesofageo (identificata con l’acronimo inglese GERD).
Anche quando si mangia troppo, o ci si piega bruscamente in avanti subito dopo aver mangiato può causare bruciori di stomaco e la sensazione di amaro in bocca. Ma questo non identifica la vera e propria malattia che invece occorre quando tali bruciori si verificano spesso.

E’ un disturbo che occorre trattare con attenzione, perchè trascurandolo si aumentano i fattori di rischio di ulcere e danni all’esofago, causati dall’azione corrosiva degli acidi.

Normalmente, quando si inghiotte il cibo, questo viaggia lungo l’esofago passando attraverso una valvola, il cardias, che si apre per far passare il cibo nello stomaco e poi si chiude.

Nel caso della malattia, la valvola non si chiude ermeticamente lasciando i succhi gastrici rifluire in alto nell’esofago.

Il sintomo principale è il bruciore di stomaco che può manifestarsi nella forma di calore, bruciore oppure anche un dolore ed un senso di oppressione all’altezza dello sterno. E’ molto comune che i sintomi si manifestino di notte.

Il dolore allo sterno talvolta può essere male interpretato, perchè occorre anche nei casi di problemi al cuore. Se si tratta di GERD è più facile che l’oppressione allo sterno si faccia viva appena terminato di mangiare.

La malattia da reflusso gastroesofageo può anche diventare cronica.

Solitamente il trattamento prevede farmaci inibitori della pompa protonica (che riducono la produzione di acidi nello stomaco), e di farmaci antiacidi.

E’ di grande aiuto cambiare le proprie abitudini alimentari, come per esempio evitare alcuni cibi che contengono molti acidi, come pomodori o aranci, o i cibi piccanti, evitare quelli che svolgono una funzione rilassante del cardias, come cioccolato, menta, alcool.

Piuttosto fare pasti ridotti più volte invece che pochi ed abbondanti, evitare di fumare e, se possibile ridurre il peso corporeo.

Commenti (2)

  1. Da circa un paio di mesi ho i sintomi descritti qui sopra riguardanti il reflusso gastroesofageo. Avevo dei dolori all’altezza dello sterno, ora attenuati, comunque non molto forti, e un’oppressione, come un nodo, allo stesso punto. Il medico mi ha dato una cura a base di peptazol 20mg per due volte al giorno, piùuna busta di gaviscon dopo i pasti tre volte al dì. La seguo da circa tre giorni. Quanto tempo ci vorrà per sentire un miglioramento e in quanto tempo si può guarire da questa malattia? Grazie, distinti saluti

  2. Anche io soffro di gastrite e esofagite da reflusso erosiva di grado A convivo da tempo con questi disturbi ma la cosa che mi preoccupa maggiormente è il decorso futuro di questa patologia.utilizzo pure io gli ipp saltuariamente,ma vorrei trovare un rimedio alternativo ai farmaci. Se qualcuno potesse darmi indicazioni in merito con suggerimenti utili ne sarei grato

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