Prugne secche contro l’osteoporosi

di Vito Verna Commenta

L'assunzione di circa 100 grammi di prugne secche al giorno, se accompagnata da una corretta alimentazione a base di calcio e vitamina D, aiuterebbe a combattere attivamente l'insorgenza dell'osteoporosi.

Bahram H. Arjmandi, professore ordinario della Florida State University, congiuntamente ad un team di ricercatori della propria università nonché di alcuni specialisti del settore proveniente dall’Oklahoma State University, avrebbe individuato, grazie ad uno studio durato circa 12 mesi e pubblicato in questi giorni sul British Journal of Nutrition, la cura definitiva per l’osteoporosi che affligge, come ormai tutti sappiamo, soprattutto le donne in postmenopausa.

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Lo studio in questione si è basato sulla comparazione tra due gruppi di controllo. Al primo, composto da 55 donne in postmenopausa, è stata somministrata una cura a base di calcio (500 milligrammi al dì) e di vitamina D (400 unità al dì) congiuntamente all’assunzione di almeno 100 grammi di prugne secche.

Nel secondo gruppo, invece, le prugne secche sarebbero state sostituite da 100 grammi di mele essiccate.

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Al termine della ricerca, che come abbiamo ricordato in precedenza si è protratta per circa 12 mesi, nelle donne appartenenti al primo gruppo è stata riscontrata, a livello di ulna e di colonna vertebrale, una densità minerale ossea decisamente superiore alle aspettative, nonché a quella riscontrata nel gruppo di controllo.

La motivazione principale di questo miracolo effetto sarebbe dovuta, secondo il professor Arjmandi, alla capacità delle prugne secche, superiore a qualsiasi alimento, di sopprimere il riassorbimento osseo, solitamente maggiore della creazione di nuovo tessuto in persone anziane o mature e che sarebbe alla base del comparire dell’osteoporosi.

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Le conclusioni della ricerca, se ancora ci fossero dubbi sulle potenzialità delle prugne secche, sarebbero corroborati dai precedenti studi condotti sull’argomento proprio da Bahram H. Arjmandi che, prima di individuare l’alimento miracoloso, avrebbe sperimentato gli effetti sulla densità ossea di numerosi altri alimenti tra cui figurano fichi, datteri, uva passa e fragole.

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