Pacemaker per controllare la fame

di Vito Verna Commenta

In questo modo il cervello verrebbe per così dire ingannato e indurrebbe l'organismo ad assumere gli alimenti qualitativamente nonché quantitativamente necessari all'organismo solamente nei momenti della giornata in cui questa assunzione sarebbe consigliabile.

Pacemaker per controllare la fame

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, grazie al contributo ed alla collaborazione del reparto di Chirurgia Bariatrica, del Centro Multidisciplinare per la Diagnosi e la Terapia dell’Obesità e della società produttrice di dispositivi medici IntraPace Inc., sarà la prima, in Italia ed in Europa ed in seguito all’autorizzazione del Comitato Etico dell’Unione Europea, a sperimentare un congegno tecnologico di ultimissima generazione, intelligente nonché di propria ideazione, per il controllo della fame e, dunque, per la terapia dell’obesità nei pazienti patologicamente obesi.

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Codesto device, definito pacemaker intelligente, verrebbe inserito, in seguito ad intervento di laparoscopia, direttamente nello stomaco del paziente e, se correttamente settato in base alle esigenze ed alle abitudini nutrizionali del malato, sarebbe in grado di stimolare elettricamente le pareti dello stomaco, ad intervalli regolari, regolati e regolabili dall’esterno, così che quest’ultime inviino al cervello la sensazione di sazietà e benessere necessario all’interruzione della nutrizione.

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Gli unici momenti della giornata durante i quali il congegno non “funzionerebbe” sarebbero quelli corrispondenti ai tre pasti canoni (colazione, pranzo e cene) o ai 5 pasti delle più recenti linee guida (colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena), gli unici durante i quali, seppure nei limiti e negli orari stabiliti con il nutrizionista di fiducia, il paziente potrebbe mangiare “liberamente”.

20 MILIONI DI ITALIANI OBESI NEL 2025

In questo modo, assicurano gli esperti, il cervello verrebbe per così dire ingannato, grazie alla simulata sensazione di sazietà provocata dall’azione del pacemaker, e indurrebbe l’organismo ad assumere gli alimenti qualitativamente nonché quantitativamente necessari all’organismo solamente nei momenti della giornata in cui questa assunzione sarebbe consigliabile.

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