Obesità e diabete aumentano in Italia

di Fabiana Commenta

È il quadro preoccupante che emerge dalla Relazione sullo Stato Sanitario del Paese presentato dal Ministro Balduzzi

Bocciato lo stile di vita degli italiani, che nel corso degli anni e delle cattive abitudini sono diventati sempre più sedentari e obesi. È il quadro preoccupante che emerge dalla Relazione sullo Stato Sanitario del Paese presentata dal ministro Renato Balduzzi e che coinvolge anche i giovani in preda al fumo e all’eccesso di consumo di alcol, anche per le ragazze. Nel paese per eccellenza della dieta mediterranea, quattro italiani su dieci hanno problemi di peso. Secondo i dati l’11% degli adulti è obeso, il 32% degli adulti è in sovrappeso e i dati sono altrettanto preoccupanti anche per i bambini (l’11% risulta obeso, il 22,9% in sovrappeso). I problemi di peso peggiorano soprattutto con l’età e riguardano soprattutto uomini con basso livello d’istruzione e con problemi economici e la maggior parte della categoria si registra in Puglia (49%).

Secondo i dati della relazione le malattie cardiocircolatorie restano la prima causa di morte (con 38,2% d’incidenza), seguite dai tumori (con incidenza pari a 29,7%) e dal fumo. I problemi di peso si riscontrano anche a causa delle cattive abitudini a tavola: il 97% degli intervistati ha dichiarato di mangiare frutta e verdura almeno una volta al giorno, il 39% circa 3-4 porzioni, ma solo 10% ha dichiarato di consumare almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura. Sono le donne, gli adulti e gli individui con un alto livello d’istruzione a  distinguersi nella buone abitudini alimentari, consumando maggiormente frutta e verdura (il valore più alto si registra in Liguria).

RISCHI PER LA SALUTE DOVUTI ALL’OBESITA’

Oltre che obesi gli italiani sembrano essere diventati anche molto pigri: circa un terzo della popolazione compresa fra i 18 e 69 anni (soprattutto del Sud e con difficoltà economiche) riferisce di essere del tutto sedentario, non svolgendo nessun tipo di attività fisica, al lavoro o nel tempo libero. E la situazione è preoccupante anche per i giovani: circa un milione e 300 mila giovani fra gli 11 e i 25 anni risultano essere a rischio sia per il consumo di alcol fuori pasto o per le abbuffate alcoliche. 

 
Foto Thinkstock

 

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