La birra stimola la creatività

di Vito Verna Commenta

Abbiamo scoperto che le persone con una piccola percentuale alcolica nel sangue non sono brave nei compiti che coinvolgono la memoria, diversamente riescono a risolvere problemi di tipo creativo.

La birra stimola la creatività

Il fu compianto Charles Bukowski, geniale compositore di celeberrimi capolavori che, ancora oggi, permangono intatti nella memoria, fu con ogni probabilità tale poiché amante della birra che, pur creando colossali, quanto imbarazzanti, vuoti di memoria, che da tale sostanza verrebbe irrimediabilmente compromessa, stimolerebbe, meglio di qualsiasi altro palliativo, la creatività nonché l’intelligenza.

ALCOL PERICOLOSO PIÙ DEL CRACK

A dimostrare l’incredibile binomio, del quale si sarebbe venuti a conoscenza solamente negli scorsi giorni, sarebbe stato un team di ricercatori della prestigiosa Università dell’Illinois, sita a Chicago, che negli scorsi mesi, come comunicato dalle riviste specializzate in questo particolare settore, avrebbero sottoposto a severissime analisi nonché, naturalmente, a complicatissimi test anche mnemonici, un gruppo di oltre 40 individui adulti dei quali la metà, per volontà stessa dei ricercatori, sarebbero stati  grandi bevitori.

BINGE DRINKING

Ebbene questi ultimi, pur avendo decisamente fallito in tutte le prove maggiormente correlate all’utilizzo della memoria sia a breve che a lungo termine, avrebbero dimostrato un’incredibile creatività nel corso dello svolgimento dei numerosi altri test che, in definitiva, sarebbero stati risolti, dai soggetti che potremmo definire bevitori abituali, sia nel miglior modo che nel minor tempo possibile.

EYEBALLING

“Abbiamo scoperto che le persone con una piccola percentuale alcolica nel sangue non sono brave nei compiti che coinvolgono la memoria, diversamente riescono a risolvere problemi di tipo creativo. A volte l’aspetto creativo viene fuori dopo aver bevuto un paio di bicchieri a cena”.

Queste le dichiarazioni pubblicamente rilasciate dalla professoressa ordinaria della Facoltà di Psicologia dell’Università dell’Illinois nonché unica relatrice della ricerca oggi alla nostra attenzione Jennifer Wiley.

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