Efficacia della pillola vanificata dalla sensibilità al glutine

di Fabiana Commenta

L’efficacia della pillola contraccettiva potrebbe essere vanificata dalla sensibilità al glutine.

È uno dei metodi contraccettivi più utilizzati dalle donne, ma sembra proprio che l’efficacia della pillola contraccettiva potrebbe essere vanificata dalla sensibilità al glutine. La sensibilità al glutine non è una vera e propria intolleranza (come la celiachia per intenderci), ma di fatto incide sulla vita delle donne andando a causare sintomi di vario genere, come intestinali ( fra cui dolori e gonfiore nella zona dell’addome), ma anche extraintestinali (come eczemi cutanei, mal di testa e disturbi dell’attenzione). Si tratta in particolare di un disturbo in aumento nel corso degli ultimi anni in cui in pratica l’ingestione di glutine va a creare infiammazione, non un danno alla mucosa dell’intestino, ma tutti i sintomi tendono ad aumentare o a scomparire a seconda dell’ingestione di glutine. Oltre a causare fastidi di carattere generale, la sensibilità al glutine andrebbe anche a vanificare l’efficacia della pillola contraccettiva.

Sembra infatti che disturbi legati all’assunzione di glutine vadano anche ad alterare la regolare capacità di assorbire e metabolizzare anche farmaci, tra cui anche gli ormoni contenuti nei contraccettivi assunti per bocca. E dunque la donna, inconsapevolmente, potrebbe anche soffrire di irregolarità del ciclo o al fallimento del contraccettivo stesso.

SINTOMI CELIACHIA

Il consiglio dei ginecologi è di somministrare metodi contraccettivi ormonali che prevedano metodi di somministrazione alternative a quella orale. Non è facile poter individuare la sensibilità al glutine anche perché i sintomi potrebbero essere associati o scambiati per effetti collaterali della pillola, ma è bene sottoporsi agli appositi test per escludere la celiachia o un’allergia al grano, poi cominciare una dieta priva di glutine e provare a reintrodurre gradualmente tutti i vari alimenti per verificare l’eventuale ricomparsa dei sintomi.

Foto Thinkstock

 

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