Diete estreme e dimagramento forzato in crescita tra le donne asiatiche

di Luca Bruno Commenta

L'ossessione per la magrezza è in aumento in Cina, e con essa aumentano anche i disturbi alimentari e le diete, talvolta estreme e pericolose per la salute.

china girl

Nella maggior parte dei paesi industrializzati la magrezza nella donna è celebrata al punto da causare l’insorgenza e l’aumento di disturbi alimentari come anoressia e bulimia anche molto seri e gravi. Tale ossessione è un fenomeno in crescita attualmente anche nelle metropoli cinesi, dove il culto della magrezza sta diventando, come in Occidente, un grosso problema sociale e sanitario. Peggiorato, sembra, dalla percezione culturale della bellezza, che vuole la donna magra e filiforme.
Secondo Philippa Yu, psicologa clinica presso l’Hong Kong Eating Disorder Association, esiste un limite “magico” cui aspirano le donne cinesi, 100 libbre, l’equivalente di 45,5 kg, un obiettivo da raggiungere indipendentemente dall’altezza e dal peso corporeo originario.

Un traguardo che le donne cercano di raggiungere però esclusivamente attraverso trattamenti e diete anche molto estreme, e raramente attraverso l’esercizio fisico, dato che, nell’ideale di bellezza della donna cinese, non è contemplata la donna con muscolatura atletica.

E’ così che ad Hong Kong come a Pechino si moltiplicano i centri dedicati a trattamenti dimagranti, talvolta di dubbia qualità, che ricorrono ad un variegato ventaglio di terapie che vanno dalla cura con ultrasuoni alla stimolazione elettrica alle radiazioni infrarosse.

Persino, ed è la moda più recente, l’ingestione volontaria di parassiti, venduti attraverso Internet, che contribuiscono a ridurre il peso corporeo, ma che possono avere, secondo quanto divulgato dal Ministero della Salute di Hong Kong pericolosi effetti collaterali, come dolori addominali, vomito, diarrea e persino la morte.

Tale ossessione per la magrezza ha fatto lievitare in numero dei casi di disturbi alimentari, così che a Pechino presso l’Istituto di Salute Mentale sono stati 100 i casi di ricovero per disturbi alimentari: cinque volte quelli segnalati 10 anni fa.

Anche ad Hong Kong i casi sono più che raddoppiati rispetto al decennio precedente.

Sebbene leggermente in ritardo anche in Corea si segnala un aumento dei ricoveri per disturbi alimentari anche se per ora sembra che le donne non siano assolutamente consapevoli del problema crescente: essere magre è lo standard ideale di bellezza, ed in molte donne sono convinte che ciò garantisca anche la possibilità di trovare migliori posti di lavoro.

Essere grassi o in sovrappeso secondo il concetto di forma fisica in Corea significa dimostrare poca cura di se e del proprio corpo, e può avere quindi un influenza negativa su come gli altri percepiscono la propria persona anche dal punto di vista delle prestazioni lavorative: come non si ha cura del proprio corpo così non la si avrà nel lavoro.

Sebbene anche nelle regioni asiatiche in forte sviluppo economico, come in tutte le società industrializzate ci sia il problema inverso, ovvero quello di mangiare troppo con cibi ricchi di grassi e di zuccheri, per ora sembra che l’obesità, e le malattie ad essa legate come il diabete, comunque in crescita soprattutto tra i giovani e gli adolescenti, è un problema di minor rilevanza rispetto a quanto accade in Europa o negli Stati Uniti.

Fonte USAToday

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