Curare l’obesità regolando la flora intestinale

di Vito Verna Commenta

Una di queste, recentemente individuata dai ricercatori statunitensi dell'Università di Chicago, prenderebbe in considerazione lo stato di salute della flora intestinale.

Curare l'obesità regolando la flora intestinale

Sulle cause dell’obesità, in questi ultimi anni, ne sarebbero state davvero molte giacché, sia in considerazione della pericolosità che dell’estremamente alta diffusione di questa particolare condizione patologica, sin’anche capace di causare il decesso del paziente affetto da codesta malattia, ricercatori, medici, scienziati ed esperti dei più differenti settori della medicina e della ricerca scientifica si sarebbero esclusivamente concentrati sull’individuazione delle possibili cause, nonché delle possibile soluzioni, all’obesità.

DIETA A BASE DI CIOCCOLATO

Una di queste, recentemente individuata dai ricercatori statunitensi dell’Università di Chicago, prenderebbe in considerazione lo stato di salute della flora intestinale.

MISURARE LA GLICEMIA NELLA SALIVA

Quest’ultima, avrebbero avuto modo di appurare gli esperti statunitensi, sarebbe alterata nei pazienti obesi che, a differenza delle persone normopeso, presenterebbero elevatissimi livelli di una particolare sostanza, comunemente chiamata limfotossina e, già in passato, collegata sia all’aumento di una particolare classe di batteri, gli Erisipelotricosi, nonché del peso corporeo.

DIFETTI GENETICI ALL’ORIGINE DELL’OBESITA’

I ricercatori della su indicata istituzione universitaria, come riportato dalla rivista scientifica Nature Immunology, avrebbero accuratamente analizzato, nel corso degli scorsi mesi, la flora batterica di due gruppi di cavie da laboratorio a molte delle quali, alla vigilia dei test sperimentali, sarebbe stata riscontrata una mancanza genetica di limfotossina che ne avrebbe letteralmente inibito, nonostante la forzata somministrazione di una dieta particolarmente calorica e ricca di grassi, l’aumento di peso.

In considerazione, dunque, di quanto poc’anzi appresso, ovverosia che a differenti livelli di limfotossina equivarrebbero differenti livelli di peso corporeo, la speranza sarebbe ora quella di individuare una particolare sostanza, quale potrebbe essere un antibiotico piuttosto che un vaccino, possibilmente in grado di regolare la flora intestinale così da ridurre la quantità di limfotossina presente nell’organismo dei pazienti obesi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>