Chi dorme poco ingrassa di più

di Vito Verna Commenta

I ricercatori della prestigiosa Università della California di Berkeley, in particolar modo, sarebbero inconfutabilmente riusciti a dimostrare come il soggetto insonne, se posto dinanzi a due differenti alimenti, sceglierà, nella maggior parte dei casi, quello meno salutare.

Chi dorme poco ingrassa di più

Che dormire poco potesse significare anche mangiar male e poco salutare, tanto che, proprio per questo preciso motivo, sarebbe stata individuata la possibile correlazione tra insonnia e diabete mellito di tipo 2, ovvero sia quella forma di diabete maggiormente connessa all’alimentazione dell’individuo, si sapeva, in realtà, ormai da diverso tempo.

DANNI NEUROLOGICI CAUSATI DALL’OBESITÀ

Che, però, codesta abitudine potesse anche far ingrassare più in fretta rispetto ad un qualsiasi individuo che, invece, dormirebbe serenamente ogni notte, sarebbe stato scoperto solamente di recente.

ADOLESCENTI OBESI PIU’ A RISCHIO DI DIPENDENZE

I ricercatori della prestigiosa Università della California di Berkeley, in particolar modo, sarebbero inconfutabilmente riusciti a dimostrare come il soggetto insonne, se posto dinanzi a due differenti alimenti sceglierà, nella maggior parte dei casi, quello meno salutare optando quasi sempre per quegli alimenti, solitamente commercializzati dai fast food, che a ben diritto saremmo soliti definire cibo spazzatura.

PREVEDERE IL SUCCESSO DELLE DIETE

In particolar modo, stando a quanto riportato ne corso del meeting annuale dell’Associated Professional Sleep Societies, i ricercatori della su indicata università statunitense avrebbero posto due differenti gruppi di volontari, tra cui sarebbero state presenti, nel primo ed in massima parte, persone insonni, nel secondo ed in massima parte, persone in grado di dormire solitamente molto bene, dinanzi alle immagini di cibi salutari e di alimenti spazzatura e sarebbero stati indotti a scegliere le proprie pietanze preferite.

Il risultato, come ci si potrebbe immaginare, sarebbe stato quello poc’anzi anticipato in apertura di codesto articolo.

Interessante, invece, notare come e perché codesto fatto si verificherebbe.

La motivazione di un tale comportamento, infatti, sarebbe da ricercarsi nel cervello che, grazie alle più moderne tecniche di neuro imaging, sarebbe stato costantemente analizzato, per tutta la durata dell’esperimento, a tutti i partecipanti.

Ebbene, come rivelato in mattinata dai più importanti quotidiani nazionali ed internazionali, la mancanza di sonno attiverebbe quelle aree cerebrali deputate al controllo del desiderio e della ricompensa, disattivando allo stesso tempo quelle aree cerebrali deputate al ragionamento ed al buon senso, inducendoci di conseguenza a scegliere quegli alimenti maggiormente gratificanti e soddisfacenti dal punto di vista del gusto e delle calorie.

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