Misurare la glicemia nella saliva

di Vito Verna Commenta

Il progetto sarebbe stato elaborato dal catanese Domenico Pacifici, emigrato dopo gli studi negli Stati Uniti d'America in cerca di fortuna.

Una delle pratiche più fastidiose alla quale molti diabetici sarebbero quotidianamente costretti a sottoporsi è quella della misurazione dei livelli di glicemia nel sangue che, come molti certamente sapranno, si effettuerebbe inserendo un piccolissima quantità di sangue all’interno di un analizzatore portatile.

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La pratica in questione, scomoda e fastidiosa per quanto fondamentale per la sopravvivenza stessa del paziente, costringerebbe il diabetico, anche più volte al giorno, a bucarsi letteralmente le dita, così da ottenere il sangue necessario alle analisi.

Eppure, stando a quanto in mattinata dichiarato dai redattori della rivista scientifica Nano Letters, esisterebbe già oggi, pur essendo ancora in fase di sperimentazione, uno strumento diagnostico, molto più piccolo, preciso e meno invasivo di quello attuale, che baserebbe il proprio funzionamento sui liquidi e, in particolare, sulla saliva.

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Il progetto, veramente ambizioso poiché prometterebbe non solo di cambiare la vita di tutti i diabetici bensì poiché si proporrebbe di analizzare la glicemia presente nella saliva (ricordiamo, per tutti quelli che non lo sapessero, che le concentrazioni di zuccheri ed altre simili sostanze nella saliva sarebbero circa 100 volte inferiori a quelle presenti nel sangue), sarebbe stato elaborato dal catanese Domenico Pacifici, emigrato dopo gli studi negli Stati Uniti d’America in cerca di fortuna.

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E questa fortuna, presso la prestigiosa Brown University di Providence (una delle 15 più importanti università degli Stati Uniti d’America secondo US News & World Report), parrebbe averla trovata se è vero, com’è vero, che sarebbe riuscito ad escogitare, con la collaborazione del proprio team, un sistema talmente elaborato, preciso, sofisticato e complicato, basato sulla plasmonica di superficie (la scienza che si occuperebbe della correlazione tra elettroni e fotoni),  da riuscire ad individuare le bassissime concentrazioni di glicemia presenti nella saliva.

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