Il sangue artificiale è diventato realtà

di Vito Verna Commenta

Effettuata in Francia, con molto successo, la prima trasfusione di sangue artificiale.

Uno dei più gravi e ricorrenti problemi con il quale gli ospedali di tutto il mondo sono costretti quotidianamente a confrontarsi, è la cronica penuria di sangue, sostanza che, in moltissimi casi, è di fondamentale importanza affinché si possa salvare la vita di pazienti critici o migliorare la vita di quanti soffrono di malattie incurabili quali anemie e simili.

ANEMIA APLASTICA


Molti ospedali, infatti, non riescono a stare al passo con le richieste poiché non dispongono di sufficienti sacche di sangue pronto e disponibile all’uso ed il motivo di questa mancanza è da ricercarsi, più che in una scorretta gestione della questione, nella poca disponibilità delle persone sane a donare il proprio sangue.

Questa pratica, per quanto sicura sia e per quanto non comporti il minimo problema di sorta al donatore, è purtroppo invisa ai più che, soprattutto per paura, rinunciano a sottoporsi a questa banalissima operazione.

ANEMIA FALCIFORME

Come se ciò non bastasse, inoltre, vi è da segnalare come, così come avviene per tutti i tessuti del corpo umano, vi possano essere problemi di compatibilità, evenienza che fa ci che la disponibilità di sangue sia veramente limitata considerando il singolo paziente.

Per ovviare a tutto questo, oltre ad incentivare la trasfusione presso i possibili donatori con gruppo sanguigno 0 negativo, i cosiddetti donatori universali, si è cercato di sviluppare, nel corso degli anni, una sorta di sangue artificiale, ovverosia una sostanza che contenesse corpuscoli creati in laboratorio, ma che potessero svolgere, senza problemi di rigetto, le normali funzioni dei corpuscoli naturali.

ANEMIA MEDITERRANEA

Questo importantissimo traguardo, finalmente, sembrerebbe essere stato raggiunto e, nella prima mattinata di ieri presso la sede parigina dell’Istituto Pierre e Marie Curie, sarebbe stata effettuata la prima trasfusione di sangue artificiale su un volontario che, per il momento, non avrebbe accusato il benché minimo problema.

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