Donazione del midollo osseo, cosa serve?

di Elena Botta Commenta

Alcune malattie del sangue possono essere curate soltanto col trapianto di midollo osseo

fiducia

Ci sono alcune malattie del sangue, fra cui gravi forme di leucemia (che è un tumore del midollo osseo che inibisce la produzione delle cellule del sangue ) e l’aplasia midollare (malattia caratterizzata dall’insufficiente produzione nel midollo osseo delle cellule del sangue ) che possono trovare cura nel trapianto del midollo osseo.
Fino ad una ventina di anni fa il trapianto avveniva soltanto tra fratelli Hla identici ossia tra quei soggetti che sono gemelli omozigoti quindi con antigeni Hla ( che si combinano casualmente tra i genitori ).



Oggi invece, si cerca il donatore anche al di fuori della cerchia familiare nei registri nazionali di possibili donatori; il trapianto di midollo osseo consiste nel sostituire un midollo malato o danneggiato irreversibilmente con uno sano che sia in grado di produrre tutte le cellule del sangue ( globuli rossi, bianchi e piastrine ) riuscendo così a ricostruire le normali funzioni ematologiche e immunologiche.
Il trapianto può essere di due tipi, autologo e allogenico: nel primo caso il midollo utilizzato è quello dello stesso paziente, il secondo invece è il trapianto effettuato con un altro donatore compatibile.
L’operazione consiste di due fasi: la prima prevede che il paziente venga sottoposto a chemioterapia per distruggere tutte le cellule midollari del paziente stesso, la seconda consiste nella trasfusione di midollo sano prelevato dal donatore.
Diventare donatore è molto semplice: basta avere un’età compresa tra i 18 e i 40 anni, un peso corporeo superiore ai 50 kg ed essere sano.
Queste cellule possono anche essere prelevate dal sangue contenuto all’interno del cordone ombelicale di un neonato e conservate nella banca dei donatori per molti anni e quindi utilizzate anche dopo molto tempo dalla nascita.

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