Curare la leucemia

di Vito Verna Commenta

Alcuni delle più efficaci terapie per combattere la leucemia

Ci stiamo interessando, proprio in questi giorni, della leucemia, patologia che interessa, come abbiamo già avuto modo di analizzare, gli elementi corpuscolari del sangue. Lo spunto per la trattazione di codesta terribile malattia, come anticipato, ci è stato dato dalla vicenda di Fukushima, la centrale nucleare danneggiata dal terremoto che, a marzo, investì il Giappone, che ha causato numerosi morti e, più di recente, costretto al ricovero molte persone che, a causa dell’esposizione alle radiazioni ionizzati emesse dai reattori non più schermati, hanno contratto una grave forma di leucemia.

Abbiamo altresì analizzato, per quanto possibile, i sintomi della leucemia, scoprendo come una precoce diagnosi, congiuntamente agli ultimi ritrovati scientifici nel campo del trattamento dei tumori, possa garantire ottime probabilità di sopravvivenza al paziente.

COS’È LA LEUCEMIA

Vediamo infine, dunque, quali sono le terapie più efficaci, elaborate nel corso degli ultimi tre decenni, per cercare di ridurre, o addirittura eliminare, la portata della succitata patologia.

CURARE LA LEUCEMIA

Trattamento d’elezione, come molti forse sapranno, è quelli della chemioterapia alla quale, solamente in rari casi, viene associata la radioterapia.

Questi provvedimenti, però e purtroppo, potrebbero a volte non bastare e, perciò, si ritiene necessario procedere ad un trapianto di midollo osseo rosso il cui scopo è quello, semplicemente, di sostituire le cellule staminali emopoietiche danneggiate dal tumore o rimosse a causa della distruzione dell’intero midollo osseo del paziente così da eliminare completamente il cancro.

FATTORI DI RISCHIO PER LA LEUCEMIA

Il midollo osseo rosso, in particolare, viene prelevato dal donatore nella cresta dell’ileo, tramite procedura ambulatoriale che non comporta alcun rischio di alcun genere per colui che si sottopone a tale intervento.

Una volta prelevato il midollo osseo viene trasfuso nel paziente e, automaticamente, andrà a sostituire quello mancante o danneggiato, ripristinando le originali funzionalità di questo importante tessuto.

In alcuni casi, infine, si procede ad un autotrapianto di cellule staminali emopoietiche integre, così da garantire la perfetta compatibilità tra donatore e ricevente sebbene quest’ultimo, nonostante questa soluzione, sia comunque costretto a venir trasfuso con midollo osseo rosso sano.

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