Prevenire il diabete camminando

di Vito Verna Commenta

Allo scopo di tutelare la nostra salute psicofisica ed il nostro organismo, dunque, basterebbe semplicemente muoversi. Quanto, però, bisognerebbe muoversi e, soprattutto, in che modo bisognerebbe muoversi?

Prevenire il diabete camminando

Camminare fa bene e, come avremmo avuto in più occasioni modo di ribadire su Stetoscopio, la sedentarietà costituirebbe uno dei più importanti fattori di rischio per la salute umana che, non adeguatamente stimolata da una qualsiasi, anche apparentemente banale, attività fisica, lentamente si deteriorerebbe creando le condizioni ideali allo sviluppo delle più differenti patologie.

PER DIMAGRIRE BASTA FARE ATTIVITA’ FISICA

Allo scopo di tutelare la nostra salute psicofisica ed il nostro organismo, dunque, basterebbe semplicemente muoversi.

PREVENIRE IL DIABETE GRAZIE ALL’ESERCIZIO FISICO

Quanto, però, bisognerebbe muoversi e, soprattutto, in che modo bisognerebbe muoversi?

15 MINUTI AL GIORNO PER VIVERE DI PIU’

La domanda, alla quale da sempre tutti gli uomini cercherebbero una risposta capace di invogliarli a praticare, senza eccessive preoccupazioni, un qualsiasi sport,avrebbe in realtà una soluzione molto semplice che affermerebbe come per vivere meglio basterebbe effettuare una passeggiata lunga almeno 10.000 passi ogni giorno della settimana.

A calcolarlo, con indiscutibile precisione, i ricercatori del prestigioso Pennington Biomedical Research Center di Baton Rouge, negli Stati Uniti d’America, che per individuare il numero di passi necessari a ridurre, addirittura del 33%, il rischio di sviluppare, in età adulta, il diabete mellito di tipo 2, quello maggiormente connesso agli stili di vita ed alle abitudini alimentari, avrebbero per moltissimi anni analizzato i comportamenti quotidiani di un gruppo di 1.800 volontari, di ogni età, sesso ed estrazione sociale, perfettamente sani.

Ebbene, come comunicato dal team di scienziati responsabile del programma di ricerca oggi alla nostra attenzione, a 5 anni di distanza dal primo monitoraggio addirittura il 17% dei 1.800 volontari maggiormente pigri avrebbe sviluppato il diabete mellito di tipo 2 quando, invece, il gruppo degli “sportivi”, ovverosia di tutti quei volontari che avrebbero dichiarato di aver compiuto, nei 5 anni precedenti, almeno una passeggiata giornaliera della durata di circa 3.500 passi, non si sarebbero affatto ammalati e, nel corso degli anni, avrebbero dimostrato una notevole resistenza, superiore del 33% rispetto al consueto, nei confronti del diabete mellito di tipo 2 nonché di altre simili patologie metaboliche.

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