Olio di emù per riparare i danni della chemioterapia

di Alessandro Bombardieri Commenta

emu

Gli aborigeni australiani da sempre utilizzano l’olio di emù per curare le infiammazioni e per rigenerare la pelle, oltre che come antinfiammatorio e per curare le ferite.


Secondo molti inoltre l’olio di emù sarebbe anche particolarmente indicato per curare la pelle e per bloccare la caduta dei capelli, oltre che per migliorare la salute degli stessi. Uno studio della Boston University School of Medicine ha confermato almeno in parte la teoria anti-caduta dei capelli mentre un altro studio dell’Albany Medical College ha rilevato che l’olio di emù è molto efficace nella riduzione delle cicatrici.

Un nuovo studio realizzato dai ricercatori australiani dell’Università di Adelaide e pubblicato sulla rivista Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, ha gli effetti dell’olio di emu in test di laboratorio e su modello animale scoprendo che le sostanze e i grassi contenuti nell’olio accelerano il processo di riparazione, stimolando la crescita delle cripte intestinali, ossia quella parte dell’intestino che genera i villi che assorbono i nutrienti del cibo.

OLIO DI PALMA

In un intestino sano sono presenti cripte e villi più lunghi, favorendo di conseguenza un maggiore assorbimento del cibo e dei suoi nutrienti. Nel modello animale si è notata una riduzione dell’attività infiammatoria acuta legata all’enteropatia indotta. Come evidenziato dagli esperti, durante un’infiammazione intestinale causata da malattie o una mucosite come conseguenza della chemioterapia, si ha un malassorbimento del cibo, una maggiore infiammazione e una possibile ulcerazione della mucosa intestinale. L’azione antinfiammatoria nei confronti dell’intestino è necessaria per evitare ulteriori danni e scompensi, e a questo scopo sembra essere molto utile l’olio di emù.

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