Obesità infantile colpa della pubblicità

di Alessandro Bombardieri Commenta

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Secondo un report dell’Oms, le pubblicità degli alimenti favoriscono l’obesità infantile, infatti gli spot realizzati per sottolineare la bontà di un prodotto hanno un effetto catastrofico sui più piccoli.


L’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità è da tenere in considerazione: i bambini bombardati da immagini di hamburger succulenti e patatine fritte o di dolci ipercalorici a base di panna e cioccolato subiscono gravi conseguenze in termini di aumento di peso. Nell’ultimo rapporto sull’obesità infantile l’Oms ha messo in primo piano per i governi l’urgenza di controlli più severi sulle campagne pubblicitarie dei famosi cibi spazzatura, cioè quelli ricchi di grassi saturi, zuccheri e sale.

SCOPERTO BATTERIO ANTIOBESITÀ

Ovviamente la pubblicità negativa non arriva solamente dagli spot in tv, ma anche dalle pubblicità presenti in altri media, come per esempio internet. Come evidenziato dall’Organizzazione mondiale della sanità, la promozione di cibi spazzatura è stata riconosciuta come uno dei fattori di rischio per l’obesità infantile e altre malattie croniche legate alla dieta.

I bambini adesso sono raggiunti dalle pubblicità sui cibi spazzatura anche tramite altri media diversi dalla classica tv, come i social network e le applicazioni per cellulari, che sono anche più economici per le aziende. Gran parte dei cibi pubblicizzati contiene alti livelli di grassi, zuccheri o sale, come per esempio le bibite zuccherate tipo soft-drink, cereali zuccherati per colazione, biscotti, snack, dolciumi, piatti pronti e fast food. Diversi studi sostengono che i bambini imparano a riconoscere i marchi delle aziende dei cibi fin da piccoli, e chi ne conosce di più ai quattro anni ha maggiori possibilità di ingrassare.

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